Si vota la decadenza di Angelucci

Francavilla, l’ex sindaco rischia il seggio nell’assemblea per 7mila euro: «Mi stanno mortificando»
FRANCAVILLA. L’ex sindaco Roberto Angelucci rischia la destituzione da consigliere comunale se entro 10 giorni non salderà al Comune circa 7 mila euro; che equivale alla quota residua della sanzione amministrativa di 15 mila euro, al cui pagamento l’aveva condannato la Corte dei conti per il caso della Banca Ifis. La storia risale al periodo fra il 2005 e il 2007, quando la giunta Angelucci contrasse con la Banca Ifis, un debito per oltre 10 milioni e mezzo di euro, mediante un’operazione di factoring per far fronte alle spese correnti del Comune. Operazione che prevedeva un’anticipazione di soldi dalla Ifis in cambio della cessione di credito delle entrate della società comunale riscossione rifiuti Risco.
Nella sentenza della Corte dei conti è stato escluso il danno erariale inizialmente contestato ad Angelucci e ai suoi assessori, ma tutti sono stati condannati a pagare una sanzione amministrativa perché il debito contratto con l’Ifis era stato utilizzato impropriamente per coprire le spese correnti, e non per le spese di investimento come previsto dalla normativa. Angelucci sta pagando la multa in rate mensili ed ha già restituito al Comune più della metà della somma dovuta, ma il debito ancora in sospeso lo pone in situazione di incompatibilità con il ruolo di consigliere.
La contestazione, in base a quanto prevede il Testo unico degli enti locali (Tuel), è al primo punto all’ordine del giorno dell’assemblea municipale convocata per questa sera alle 19. Perciò, o Angelucci paga subito i restanti settemila euro o se ne torna a casa lasciando il posto a Bruno Galasso, primo dei non eletti della lista di minoranza Francavilla Viva.
«È uno scandalo» protesta Angelucci. «Ho sempre fatto il sindaco onestamente. Non volevo essere ringraziato per il lavoro che ho svolto ma neanche essere mortificato. Quando mi è stata contestata la sanzione, il dirigente Forese mi ha prospettato la possibilità di rateizzare e ho pagato regolarmente 425 euro al mese. In seguito, dovendo far fronte a un prestito contratto per la Mostra del Fiore insieme a tutto il direttivo dell’Arfa e per il quale sto pagando 250 euro al mese, sono stato costretto a ridurre la rata per l’Ifis a circa 253 euro mensili. Impegni a cui faccio fronte con il mio stipendio di dipendente di azienda, che è di 1.350 euro. Ora mi dicono di rimuovere il debito con il Comune, dandomi 10 giorni per pagare 7 mila euro. Nel frattempo, però, il Comune mi deve liquidare, per le spese di varie cause vinte o archiviate a seguito di denunce, un importo sicuramente superiore. Non ho mai rubato in tanti anni in cui ho amministrato e non intendo farlo adesso» prosegue Angelucci. «aluterò il da farsi con un avvocato e con gli amici».
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