«Si è anziani a 75 anni» La rivoluzione dell’età: l’idea che fa discutere

25 Marzo 2023

La società di Geriatria vuole alzare la soglia ufficiale della vecchiaia «Un 65enne di oggi ha la forma fisica di un 45enne di una volta»

PESCARA. Fanno sport, leggono i giornali quotidianamente, trascorrono parecchio del loro tempo a studiare e molti non smettono di lavorare. Che abbiano 70, 80 o persino 90 anni, gli anziani di oggi spesso sono tutt’altro che vecchietti con gli acciacchi e il tempo che trascorre lento. La soglia per definire o meno anziana una persona sembra sempre di più un fattore soggettivo. Anche nell’immaginario collettivo lo spartiacque tra età matura e vecchiaia ha lasciato i 65 anni di una volta. E la stessa Società italiana di gerontologia e geriatria, al congresso nazionale ha sintetizzato: «Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 45enne di 30 anni fa», invitando ad alzare la soglia della vecchiaia a 75 anni. La stessa età di Zeman, l’allenatore del Pescara che a maggio ne farà 76, di anni. «L’anzianità diventa una questione individuale. Lo si può essere a 60 e si può non esserlo a 80 anni», afferma Miriam Severini, vicepresidente nazionale di Federcentri, l’associazione che promuove una nuova qualità dei centri anziani, che aggiunge: «Oggi possiamo identificare anziana una persona sui 75 anni, ma anche culturalmente ci stiamo liberando dai pregiudizi sull’età». Considerando la denatalità e l’allungamento della speranza di vita, l’Italia è il paese più anziano d'Europa e il secondo più anziano al mondo. Ma la società consente effettivamente ai “senior” di fare una vita facile e accessibile? «Come sempre i Paesi si adeguano alla condizione economica degli individui», analizza la vicepresidente. «Un anziano con un’agiatezza economica vive una condizione diversa dai poveri. Pescara è un’area geografica che ha un’offerta esistenziale ideale per le persone di una certa età: il vivere in pianura, l’avere il mare, e il poter contare su sistemi di servizi idonei, come centri sociali e altri punti di incontro».
Uno degli strumenti che rischia di far sentire sole le persone più mature è la tecnologia. «Non possiamo fermare il mondo», continua Severini, «e siccome il mondo viaggia con la tecnologia, bisognerebbe aiutare gli anziani a usarla, potenziando l’offerta di formazione. Gli anziani non devono essere respingenti in questo, e se loro hanno tanto da insegnare ai giovani, anche i giovani possono dare tanto agli anziani».