Si è spento a 102 anni l’ingegner Campana

6 Febbraio 2024

Abruzzese illustre, residente a Penne e originario di Chieti, firmò progetti all’avanguardia nel mondo 

PENNE. È morto alla soglia dei 103 anni l’ingegner Fernando Campana, abruzzese illustre di origine chietina, residente a Penne dove, poco prima della pensione, nel 1985, scelse di vivere. E proprio lì, in quella casa con splendida vista sul Gran Sasso, si è spento l’ingegnere che nel corso della sua brillante carriera ha firmato progetti importanti e all’avanguardia. Difficile sintetizzare la sua lunga e appassionata storia professionale, di cui peraltro non parlava mai in casa. Direttore generale delle aziende Montecatini (poi Montedison), come direttore generale della Marini Galileo a Milano, firmò il brevetto per cavi dell’alta tensione da un milione di volt, poi venduto all’americana Westing House; ha diretto i cablaggi di Fiumicino e con la multinazionale Gie ha realizzato impianti anche alle Hawaii. Lasciò il lavoro al vertice della carriera, mentre progettava i dissalatori in Arabia.
«Papà è morto da uomo fortunato come ha sempre detto di essere», racconta la figlia Marina Campana Magno, «si è spento nel sonno, dopo aver cenato e parlato con mio fratello». E ieri, rispettando la sua volontà, la famiglia, con i figli Paolo, Marina e Giovanna e i nipoti Cecilia, Tatiana e Fernando, gli ha dato l’ultimo saluto a Penne in forma strettamente privata, mentre oggi lo riporterà nella sua Chieti dove sarà tumulato. Nato il 30 marzo del 1921, ultimo di quattro figli dell’ispettore regio Francesco Paolo e del dirigente scolastico Vittoria Paciocco, Fernando Campana prima di laurearsi in Ingegneria studiò al liceo Gianbattista Vico dove conobbe il grande amore della sua vita, Francesca Romana Stirpe, figlia del generale Angelo Stirpe, aiutante di campo del re Umberto, che abitava nel centro di Chieti. Si sposarono nella cappella del Quirinale e rimasero insieme per 78 anni, fino alla morte della signora Francesca, avvenuta il 30 dicembre del 2020, lo stesso giorno in cui si erano sposati nel 1942.
«Fu proprio mia madre, di origine romana», racconta ancora la figlia Marina, «a scegliere la casa di Penne, dove papà si volle stabilire dopo una vita passata in giro a lavorare». (s.d.l.)