«Siamo ancora in tempo serve proposta unanime»

17 Dicembre 2016

Chiavaroli: per salvare le sedi occorre una modifica della legge

di Ilaria Proietti

ROMA

L. a partita non è chiusa. Ne è convinta Federica Chiavaroli, esponente di punta del Ncd che gode della piena fiducia di Angelino Alfano. E in predicato per essere riconfermata sottosegretario, probabilmente alla Giustizia, anche nel governo Gentiloni. In questa intervista al Centro rilasciata da semplice parlamentare spiega perché e a quali condizioni potrebbero ancora essere salvati i tribunali abruzzesi destinati alla soppressione a fine 2018. «La loro chiusura, vorrei ricordare, è stata disposta dal governo Monti e successivamente sospesa a causa del terremoto. Noi abbiamo prorogato la sospensione con il decreto milleproroghe 2014. Quindi il decreto ministeriale varato pochi giorni fa che rivede le piante organiche non è un atto ulteriore perché la chiusura era stata già disposta. Ma come precisavo prima fino a settembre 2018 è solo sospesa».

Fatto sta che per la prima volta viene ridisegnata la geografia giudiziaria abruzzese. E i piccoli tribunali non vi compaiono più.

«Il decreto è un atto organizzativo, ma non esprime alcuna volontà politica nuova. Non è un mistero per nessuno cosa ne pensi Orlando dei piccoli tribunali. Tenere aperte le quattro sedi abruzzesi più piccole andrebbe esattamente nel senso contrario all’impostazione data alla questione dalla commissione Vietti voluta dal Guardasigilli. Che dati alla mano ha dimostrato che spesso proprio nei piccoli tribunali si crea maggiormente il problema delle incompatibilità. Inoltre hanno difficoltà a comporre i collegi e, tra le altre cose, non garantiscono la specializzazione. E la tendenza va invece proprio in questa direzione: la parola d’ordine è specializzarsi. Siccome la questione è in questi termini, non si può certo pretendere che la proposta per salvare Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto venga dal ministero di Via Arenula. E non parliamo del Mef che dal punto di vista dell’aumento possibile delle spese è un nemico, dice di no a tutto».

Allora i giochi sono fatti...

«No, ma è certo che per tornare sulla questione c’è bisogno di fare una modifica alla legge. Insomma secondo me siamo ancora in tempo ma ci vuole una proposta unanime del Parlamento: non è un’ipotesi irrealistica. E’ stato già fatto ad esempio quando venne cambiata la norma che aveva previsto la chiusura della sede del Tribunale amministrativo di Pescara. L’abbiamo cambiata e il Tar, mi pare, ancora sta lì. Se il Parlamento si esprime in maniera unitaria anche sulla questione dei tribunali, il governo potrebbe valutare una misura analoga. Certo però non si può pensare di salvarli tutti e quattro».

La questione è spinosa come nel gioco della torre: quali terrebbe lei?

«Forse il governo potrebbe salvarne uno o al massimo due. Ma certo è una scelta non semplice: Avezzano è il più grande e quindi è più facile porre la questione. Vasto è quello più a sud ed è l’unico che tratta anche processi di criminalità organizzata. Ma Sulmona, del resto, fa parte delle aree interne che sono state già penalizzate dai processi di riorganizzazione dell’amministrazione, ad esempio con la chiusura dell’ospedale. E che dire di Lanciano? E’ il tribunale più antico di tutto l’Abruzzo».

Per stamattina i presidenti D’Alfonso e Di Pangrazio hanno convocato una riunione dei politici abruzzesi per salvare le circoscrizioni giudiziarie minori. Cosa pensa possa emergere da questo vertice?

«E’ ovvio che la richiesta di evitare queste chiusure può venire solo dalla comunità abruzzese. Il problema è come porre la questione: c’è il rischio che per salvarli tutti alla fine non si riuscirà a salvarne nessuno. E qui ovviamente non parlo da abruzzese ma per esperienza, al ministero».

Lei sarà riconfermata sottosegretario? Come Ncd non temete di essere sacrificati per far posto ad Ala?

«Noi abbiamo i numeri e non mi pare vi sia una grande urgenza di coinvolgere Ala».

E dopo che succede?

“Questo è l’ultimo anno di legislatura e può succedere di tutto. Francamente vedo elezioni vicine: noi puntiamo a modificare l’Italicum togliendo il doppio turno e mettendo il premio alla coalizione. In quest’ottica la nostra alleanza di governo, che oggi è un’intesa istituzionale tra diversi, potrebbe consolidarsi e diventare politica».