«Siamo indispensabili ai Comuni Stop ai tagli, ora servono fondi»

11 Dicembre 2016

PESCARA. Le Province «servono eccome», ed è difficile pensare che possano essere «sostituite da altri enti». Ne è convinto Antonio Di Marco, presidente della Provincia di Pescara e anche dell’Unione...

PESCARA. Le Province «servono eccome», ed è difficile pensare che possano essere «sostituite da altri enti». Ne è convinto Antonio Di Marco, presidente della Provincia di Pescara e anche dell’Unione delle Province d’Abruzzo che lancia un appello affinché vengano eliminati i tagli previsti a livello centrale, pari a tre miliardi di euro, e vengano finanziate le somme necessarie ad andare avanti, che si possono stimate attorno ai sette miliardi di euro. «Da gennaio», dice, «qualsiasi governo ci sarà dovrà affrontare questo tema e confrontarsi con noi».

Sì, ma di cosa si occupano le Province oggi?

Le funzioni principali sono legate a strade e scuole, quindi c’è un rapporto diretto con i sindaci (che fanno parte dell’assemblea dei sindaci istituita in Provincia) e con i presidi. Se prima c’era un colloquio indiretto con l'ente ora è quotidiano, rispetto alle emergenze.

Quali sono gli organi della Provincia?

Il presidente, il consiglio provinciale e l’assemblea dei sindaci. Non c’è più la giunta ma solo il presidente, che interviene con i decreti. E ai consiglieri sono affidate delle aree tematiche. Ci sono, poi, le commissioni.

Lavorate tutti gratis?

Sì. Senza rimborsi spese e senza indennità.

E perché lo fate?

Perché siamo sindaci (Di Marco è sindaco di Abbateggio, ndr) e avvertiamo la necessità di un coordinamento tra i Comuni e un ente di secondo livello che può drenare risorse o riuscire a programmare interventi che i Comuni non sarebbero in grado di farlo. Se non ce ne occupiamo noi di certo non intervengono la Regione o i parlamentari . Ci sarebbe un vuoto.

Non se ne potrebbe fare a meno?

No, perché le Province hanno sempre svolto un ruolo intermedio e oggi più che mai questo livello di solidarietà istituzionale è forte. È proprio questa la specificità della riforma Delrio, che non è stata un errore. Ma c’è necessita di fondi.

I cittadini, però, non vi eleggono più. Chi voterà l’8 gennaio, quando sarà rinnovato il consiglio provinciale?

Voteranno 540 consiglieri comunali e sindaci, che andranno ad eleggere i consiglieri provinciali mentre io resterò in carica per altri due anni.

Gli abruzzesi sanno queste cose?

No, il problema è questo. Pensano che le Province non esistano più ma quando ci sono dei problemi su strade e scuole sanno bene con chi prendersela e a chi chiedere interventi. In questa fase, però, registro una maggiore consapevolezza, in giro, sul ruolo delle Province e sulla necessità di fondi. E molti chiedono di eliminare le Regioni.

A cosa punta in questa fase?

All’eliminazione dei tagli e a ricollocare personale nuovo, tecnicamente valido, se ci sarà lo sblocco delle assunzioni.

L’Abruzzo ha una sua specificità?

Sì, siamo le uniche Province in Italia ad aver avuto un sostegno dalla Regione. Altrove non è successo.

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