«Siamo un patrimonio dell’umanità»

30 Agosto 2018

Riccardo Padovano (Sib) chiede l’intervento del governo dopo tante promesse

PESCARA. Nella campagna anti-Bolkestein la Confcommercio, con il Sindacato italiano balneari (Sib), si fa forte dei numeri del settore. In Italia le imprese attive sulle spiagge sono circa 30mila, con oltre centomila addetti diretti, senza considerare l’indotto. E a Pescara le concessioni sono 110. «Per me, si potrebbe pensare di portare avanti la battaglia per il riconoscimento delle imprese balneari italiane come patrimonio dell’umanità, perché siamo un patrimonio da difendere, unico al mondo», dice Riccardo Padovano lanciando una proposta provocatoria. «E il governo deve abbracciare la nostra causa».
Tra le idee del sindacato, ce ne sono alcune concrete. «Noi siamo una macchina da guerra. Siamo pronti a effettuare degli investimenti che prevedano anche delle opere di interesse pubblico, in cambio di un prolungamento della concessione. E chiediamo che questo principio si applichi alle concessioni già esistenti».
Il ministro Gian Marco Centinaio ha annunciato che si occuperà della questione concessioni balneari a settembre. «Speriamo che sia vero, perché non vogliamo essere presi in giro. Dal 2015 a oggi, abbiamo parlato con tutte le forze politiche, ma oggi ci troviamo punto e a capo. Chiediamo che attraverso la Finanziaria venga data una spinta alle nostre attività, ma come prima cosa serve una legge per prorogare le concessioni di trent’anni. Fino a ora, abbiamo registrato solo delle manifestazioni di volontà. E ce ne sono state tante. Ma adesso servono fatti concreti, mettendo mano a una riforma del Codice della navigazione e delle norme che regolano le concessioni demaniali turistiche e ricreative». (f.bu.)
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