Siccità, acqua per l’irrigazione: «L’Abruzzo perde i fondi Pnrr»

L'AQUILA . I Consorzi di bonifica abruzzesi rimangono a bocca asciutta. È sfumata la possibilità di accedere ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per potenziare le strutture irrigue....
L'AQUILA . I Consorzi di bonifica abruzzesi rimangono a bocca asciutta. È sfumata la possibilità di accedere ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per potenziare le strutture irrigue. A darne notizia è il capogruppo del M5S in consiglio regionale, Francesco Taglieri, che ha depositato un'interpellanza destinata all'assessore all'agricoltura, Emanuele Imprudente, e al presidente della Regione, Marco Marsilio. «Nell'assenza totale della Regione viene inferto un altro colpo mortale alla gestione del servizio idrico per l'agricoltura», afferma dice Taglieri.
FONDI PERSI.
«La Missione 2 del Pnrr mette a disposizione 15,05 miliardi di euro per la tutela del territorio e della risorsa idrica. In particolare per quanto riguarda l'agricoltura il capitolo del Pnrr denominato "Investimenti nella resilienza dell'agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche" metteva a disposizione una dotazione finanziaria che ammonta a 880 milioni di euro, dei quali 520 disponibili per il finanziamento di investimenti in infrastrutture irrigue. Il ministero dell' Agricoltura ha predisposto la griglia dei 249 progetti presenti nella banca dati del Database nazionale degli investimenti per l'Irrigazione e l'Ambiente». Database in cui l'Abruzzo non è presente.
«La nostra regione non figura in nessuno degli elenchi, nemmeno tra i progetti esclusi», dice Taglieri, «eppure dal sito del Dania si evince che sono stati depositati almeno quattro progetti relativi ai consorzi di bonifica abruzzesi, ma purtroppo incompleti e mai portati a termine».
INTERPELLANZA URGENTE.
Per far luce sulla questione, Taglieri ha depositato un'interpellanza «per la quale», dichiara il capogruppo del M5S, «mi aspetto risposte chiare e precise. Anche perché questa mancanza di progettualità stride fortemente con quanto dichiarato da Regione Abruzzo in occasione del convegno della Coldiretti del 13 marzo scorso, in cui il presidente Marsilio affermava che il tema dell'acqua è una priorità assoluta per la Regione. E che ogni goccia d'acqua deve finire per dissetare le nostre colture e non deve andare dispersa in eccessi di irrigazione e sprechi dovuti a tubature obsolete», afferma Taglieri riportando le parole di Marsilio.
«E ancora, Marsilio, ha affermato che la Regione Abruzzo, grazie anche ai fondi del Pnrr, ha messo insieme qualche centinaio di milioni da investire in acquedotti e impianti irrigui. Ma dove sono i progetti?», chiede Taglieri.
RUBINETTI A SECCO.
«Questo pressapochismo è un lusso che la giunta regionale di centrodestra non può permettersi», incalza Taglieri, «perdere anche le risorse per altre realtà consortili è una vera e propria follia. Soprattutto alla luce della carenza di acqua e della grande dispersione che attanaglia l'Abruzzo da anni».
Secondo la stima della Coldiretti Abruzzo il 2022 è stato il più secco degli ultimi 500 anni e ha provocato quasi 6 miliardi di danni al comparto agricolo, pari al 10% della produzione agroalimentare nazionale.
In Abruzzo il danno causato dalla siccità ammonta a circa 180 milioni di euro, dovuti all'aggravarsi della cronica mancanza d'acqua accentuata dalle storiche carenze infrastrutturali delle reti.
«Bisogna capire cosa è andato storto e correggere immediatamente il tiro», conclude Taglieri, «è lecito chiedere al centrodestra cosa è stato realmente depositato nella banca dati Dania, perché non è stato portato a termine nessun progetto e quali iniziative urgenti intende assumere la Regione, di concerto con i Consorzi di Bonifica, le Autorità di bacino preposte e gli Enti locali, per contrastare la carenza idrica». (m.p.)
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