Sicurezza, il Pd chiede di riattivare il turno di notte della polizia locale

PESCARA. Un servizio di vigilanza notturno della polizia municipale, nella fascia oraria che va dalle 24 alle 7. A richiederlo al sindaco di Pescara Carlo Masci sono i consiglieri comunali del Pd...
PESCARA. Un servizio di vigilanza notturno della polizia municipale, nella fascia oraria che va dalle 24 alle 7. A richiederlo al sindaco di Pescara Carlo Masci sono i consiglieri comunali del Pd Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli, Michela Di Stefano, Giovanni Di Iacovo e Marco Presutti. In particolare, viene sottolineata la necessità di un controllo maggiore della città nelle ore più critiche e nel mezzo di una stagione rovente, sotto tutti i punti di vista. L’omicidio del 16enne Christopher Thomas Luciani dello scorso 23 giugno, ma anche altri fatti di cronaca che vedono protagonisti minori armati di coltello, pongono in primo piano il tema della sicurezza, senza trascurare quello del disagio giovanile. «Non capiamo perché l’amministrazione Masci, alle prese con le lunghe trattative per la composizione della nuova giunta, non abbia programmato tale servizio. Chiediamo di riattivare il turno notturno per i vigili urbani, a cui aveva pensato la vecchia amministrazione Alessandrini. Crediamo sia necessario garantire un controllo maggiore del territorio», sottolinea Giampietro. La consigliere Michela Di Stefano si sofferma, in modo particolare, sulla necessità di evitare determinate conseguenze, derivanti anche dall’abuso di alcol tra i giovanissimi. «Pare sia elevato il numero degli accessi al pronto soccorso da parte dei ragazzi che esagerano con il consumo di bevande alcoliche. C’è una grave emergenza sociale, tanto che con il supporto del vice presidente del consiglio regionale Antonio Blasioli, abbiamo chiesto un accesso agli atti per verificare i dati di abuso da pare dei giovani. Le somministrazioni spesso non derivano dalla frequentazione dei locali della movida, solitamente sotto controllo, ma dal rifornimento da parte dei ragazzi nei minimarket aperti h24, spesso incuranti delle normative di legge in caso di consumatori che hanno meno di 18 anni. Mancano i controlli per queste attività. Sarebbe inoltre necessaria garantire una formazione adeguata». Giovanni Di Iacovo e Francesco Pagnanelli focalizzano l’attenzione sulla mancanza di offerta in termini di intrattenimento e di luoghi di incontro culturali per i giovani, costretti a cercare altri spazi di svago. (s.d.v.)

