Sicurezza, la Lega chiede le telecamere Luciani: ci sono già

Francavilla. La mozione di Mantini e Paolini martedì in Consiglio Il sindaco: no alla politica della paura, la città è sorvegliata
FRANCAVILLA. Non è ancora stata proposta la mozione voluta dalla Lega di Francavilla per un piano di videosorveglianza in città, ma il progetto anima già il dibattito tra maggioranza e opposizione. Tutto parte dal documento firmato da Alessandro Mantini e Rocco Paolini, esponenti del Carroccio, che chiedono al consiglio comunale di attuare un piano per il controllo della città, attraverso un sistema di telecamere ad alta definizione da piazzare su tutto il territorio cittadino. «Gli ultimi episodi a cui abbiamo assistito, tra cui lo scippo al professionista, la rapina in un centro scommesse e l’accoltellamento con la morte di una giovane donna, necessitano di una risposta decisa», afferma il consigliere Mantini. «Le persone non si sentono al sicuro e quotidianamente riceviamo richieste in nome della sicurezza». E spiega: «Con la nostra proposta vorremmo andare a controllare almeno quei punti nevralgici della città. Tra questi, piazza Sant’Alfonso, piazza Adriatico, la Sirena, il Foro, ma anche piazza Ionio, piazza Mediterraneo, la zona del Mumi e ogni altra zona cruciale. Le telecamere che vorremmo installare, per un costo complessivo di circa 150mila euro, acquistabili anche attraverso dei contributi statali previsti dal decreto sicurezza, verrebbero collegate alla centrale di polizia, con immagini ad alta risoluzione in grado di intercettare i volti delle persone e le targhe delle macchine. Inoltre, le immagini registrare resterebbero in memoria per almeno 24 ore, in modo da consentirne la visione, in caso di necessità».
La proposta sarà discussa nel prossimo consiglio comunale, che inizialmente era fissato per oggi, ma a seguito di alcuni imprevisti è stato rimandato a martedì.
Ma ancor prima di entrare in aula, il sindaco Antonio Luciani annuncia il voto contrario sul tema. «La nostra città ha già un sistema di videosorveglianza, la cui installazione è iniziata lo scorso anno proprio in alcune di quelle zone indicate dal consigliere Mantini. Non so quali siano le sue fonti in base alle quali parla di criminalità in aumento, ma da quello che mi risulta i dati dicono il contrario». Quindi il sindaco continua: «Non mi piace la politica della paura, penso che ci siano diversi modi per affrontare i problemi e che delle semplici telecamere non possono risolverli da soli. Prendiamo ad esempio il caso della ragazza accoltellata: alzi la mano chi pensa che se in quel punto ci fosse stata una telecamera l’aggressore avrebbe desistito. Purtroppo, in quei casi, l’unica arma a disposizione è la cultura, l’educazione, il rispetto, la conoscenza. Valori che devono svilupparsi a scuola, in classe, per poi essere ripresi quando si è più grandi».
E il sindaco conclude: «Con questo non voglio dire che le telecamere siano inutili, ma ritengo che la nostra città sia già sorvegliata e, soprattutto, non credo ci sia una criminalità tale da richiedere ulteriori videocamere».
La parola adesso, passa al consiglio.
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