Sicurezza sul lavoro, Farindola è un simbolo

Dopo Rigopiano la città scelta come capofila in Italia, l’onorevole Maria Amato alla celebrazione
FARINDOLA. Farindola città italiana capofila nella Giornata mondiale per la sicurezza e per la salute celebrata venerdì. Una scelta emersa con forza dopo la tragedia che lo scorso 18 gennaio ha colpito la vicina località di Rigopiano e strappato la vita a 29 persone.
L'appuntamento è stato voluto da Confindustria Chieti-Pescara e dagli organizzatori del progetto “I love sicurezza”. «Era un appuntamento al quale proprio non potevo mancare, sia perché Farindola ha avuto una ferita recente, sia anche perché la sicurezza sul lavoro mi sta particolarmente a cuore. Non c’è una percentuale accettabile, sostenibile di morti sul lavoro. Anche un morto è troppo», ha detto l'onorevole Maria Amato, che ha presenziato tutta la giornata farindolese. Venerdì mattina, nella sede scientifica del Parco nazionale del Gran Sasso si sono ritrovati davvero in tantissimi per l'appuntamento, soprattutto tanti ragazzi. «Abbiamo scelto Farindola come città capofila delle 302 italiane che hanno festeggiato la giornata della sicurezza sul lavoro e della salute. Farindola come città simbolo della sicurezza sul lavoro e città capofila», ha spiegato il direttore generale di Confindustria Chieti-Pescara Luigi Di Giosaffatte. C«on i ragazzi delle scuole medie abbiamo lanciato anche lo slogan “il passato non deve impedire un futuro migliore”. Migliore anche dal punto di vista della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro», All'evento è stato presente e partecipe anche il sindaco Ilario Lacchetta. «È stato veramente un momento toccante perché nella sensibilità del ricordo di Rigopiano, che ha accompagnato seppur marginalmente la giornata, si è guardato al futuro dal punto di vista della prevenzione e attraverso le scuole», ha commentato. «Il nostro territorio deve ripartire dalla sicurezza sul lavoro e nelle scuole. Il nostro territorio purtroppo paga scelte penalizzati: dalla viabilità alla sanità».
Francesco Bellante

