Sigilli al casotto occupato dall’ex vigile

Solari, licenziato per assenteismo, “sfrattato” e portato in hotel. Ma lui protesta: «Hanno minacciato di arrestarmi»
PESCARA. Minuti di tensione ieri mattina intorno alle ore 8 nel tratto di spiaggia libera del Comune di Pescara al confine con Francavilla al Mare, nelle adiacenze del cosiddetto ecomostro. In questo spazio, dallo scorso aprile, l'ex maresciallo 62enne della polizia municipale Pasquale Solari, licenziato dopo le accuse di assenteismo che gli vennero contestate dalla Guardia di Finanza che lo fotografò e filmò mentre andava a pesca nelle ore di lavoro invece di occuparsi della riserva Dannunziana cui era stato affidato, aveva occupato un casotto presente sulla spiaggia.
Ieri mattina, dopo il provvedimento per il sequestro preventivo del chiosco in legno, firmato dal giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio del tribunale, gli agenti della squadra volante della polizia, guidati dal vice questore aggiunto Paolo Robustelli, la polizia municipale e gli addetti del Comune hanno notificato il provvedimento a Solari, svuotato e chiuso con i lucchetti il casotto e portato via frigorifero, fornello a gas con relativa bombola e altre suppellettili presenti nell'area.
Ma all'arrivo degli agenti, come racconta lo stesso Solari, l'ex maresciallo, di fronte alla possibilità di utilizzo delle manette, ha preso una tanica di benzina e minacciato letteralmente di fare «un focarone e così vediamo».
Dopo questo primo momento di tensione, la situazione è tornata alla normalità con Solari che è anche stato visitato dai sanitari del 118, giunti sul posto con un'autoambulanza, che hanno rilevato come la pressione arteriosa fosse alta e come il livello del diabete fosse a 230.
Solari ha poi seguito tutte le varie operazioni seduto sotto a un tendone da lui stesso montato fumando più di una sigaretta. Sulla spiaggia sono intervenuti anche due assistenti sociali comunali, che prima si sono visti rifiutare la soluzione della Caritas e poi hanno proposto e detto a Solari che se vuole per lui ci sarebbe un posto in hotel in via Alfonso di Vestea.
«Avevo avvisato», afferma Solari, «sia la segreteria del sindaco che la polizia municipale dell'occupazione che avevo fatto del casotto e per due volte gli uomini della questura sono venuti a constatare. Questa mattina (ieri per chi legge) invece, senza preavviso mi hanno preso e cacciato minacciando di usare anche le manette e ho rischiato di essere arrestato perché ho chiesto spiegazioni e perché stavo facendo valere i miei diritti. Mi hanno buttato fuori. Adesso sono costretto ad andare in questo hotel, altrimenti rischio di perdere dei diritti. Hanno anche preso le mie cose, ma vorrei sapere chi li ha autorizzati a portare via i miei oggetti». Solari, maresciallo della polizia municipale addetto ai parchi finito agli arresti domiciliari nel luglio dello scorso anno con l'accusa di truffa pluriaggravata, si è ritrovato a vivere in una condizione di povertà.
Dopo due mesi di arresti in casa, a ottobre aveva ottenuto di uscire, ma non da Francavilla. In seguito, era stato sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora che l’aveva costretto nel comune di residenza, al confine con Pescara, fino a qualche tempo fa. Dopo la prima udienza, a prossima è stata fissata per il 22 luglio sempre a Chieti nonostante che l’avvocato Massimo Solari, che assiste lo zio, abbia eccepito la competenza territoriale.
Nel frattempo, va avanti anche il ricorso contro il licenziamento presentato dall’altro legale, l’avvocato Pasquale Provenzano. Il casotto è stato subito dissequestrato perché va dato alla cooperativa che ha preso in gestione la spiaggia libera.
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