Sigilli alla parafarmacia che vende le mascherine e il gel a prezzi folli

La finanza è tornata dopo un mese nel negozio di viale Pepe, scoperti rincari fino al 500 per cento Sequestrata anche la sede di via del Circuito. Denunciata la titolare: rischia fino a 3 anni di reclusione
PESCARA. Il primo blitz in viale Pepe risale all'11 marzo. Era da poco scoppiata l'emergenza coronavirus, quando si scoprì che nella parafarmacia Farmaternum le mascherine e il gel disinfettante per le mani venivano venduti a prezzi esorbitanti: 27 euro per ogni mascherina e 14 euro per il gel disinfettanti, con un ricarico del 500% rispetto al prezzo di acquisto.
Guardia di finanza e carabinieri del Nas passarono al setaccio il negozio, ma quell'intervento non è servito a molto perché la situazione, anziché cambiare radicalmente, è rimasta pressoché invariata. Nei giorni scorsi gli uomini della Finanza sono tornati nella stessa parafarmacia, dopo aver ricevuto una segnalazione al numero telefonico 117, e hanno scoperto che i prezzi di vendita sono rimasti elevatissimi per cui si è arrivati al sequestro preventivo di questo negozio e anche di un altro, che si trova in via del Circuito, riconducibile alla stessa realtà aziendale.
Nell'ultimo controllo dei finanzieri, eseguito anche stavolta dagli uomini del Nucleo di polizia economico finanziaria, agli ordini del colonnello Luca Lauro, è emerso che una mascherina FFp1 o una confezione di guanti in lattice monouso venivano vendute a 17 euro e che per le confezioni di gel igienizzante per le mani il prezzo al pubblico era di 11 euro.
«Margini di ricarico sproporzionati», dicono le Fiamme gialle, che parlano di una percentuale di maggiorazione del 2.900% applicata dalla parafarmacia rispetto alla somma pagata per acquistare questi prodotti.
A conclusione del controllo i finanzieri hanno sequestrato ben 6000 pezzi, ma le conseguenze sono state ben più gravi. La titolare, infatti, è stata denunciata due volte, e cioè dopo il primo e dopo il secondo controllo. Il reato che è stato contestato in entrambe le occasioni alla donna, una 50enne di Chieti, è manovre speculative su merci, per il quale sono previste la reclusione fino a tre anni e multe fino a 25mila euro.
Questa volta, però, su richiesta del pubblico ministero, il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro penale dell'attività, considerato che le condotte illecite da parte dell'indagata sono proseguite. E quindi, con l'apposizione dei sigilli da parte della Guardia di finanza, i due negozi hanno chiuso i battenti. C'è un aspetto su cui i finanzieri (coordinati a livello provinciale dal colonnello Vincenzo Grisorio), mettono l'accento.
Ed è la finalità di questi e altri interventi che le Fiamme gialle hanno realizzato dal momento in cui è scoppiata l'emergenza e i dispositivi di protezione individuale sono diventati indispensabili per tutti.
L'obiettivo, spiegano dal comando provinciale, è di «contrastare pratiche commerciali scorrette da parte di chi approfitta dello stato di bisogno di cittadini indifesi».
Nei giorni scorsi, poi, i finanzieri sono stati impegnati con le altre forze dell'ordine a monitorare la situazione in città e in provincia per garantire il rispetto dei divieti a cavallo di Pasqua e a contrastare sia i movimenti ingiustificati delle persone sia l'apertura delle attività commerciali per le quali era prevista la chiusura momentanea.
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