Sigismondi, lo stratega dei meloniani

L’esponente di FdI esalta il lavoro di squadra: «È la sfida più importante della nostra storia»
CHIETI . È stato lo stratega della vittoria di Fratelli d’Italia in Abruzzo. Etelwardo Sigismondi, capolista al Senato, è un vincitore tra i vincitori di queste elezioni politiche. «Il risultato conseguito mi onora di poter stare al fianco di Giorgia Meloni in questa che è la sfida più grande della nostra storia», ha dichiarato ieri con soddisfazione. Capo della segreteria del presidente della Regione, Marco Marsilio, e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, è la mente pensante del partito di centrodestra che lui stesso ha definito «fortemente radicato con amministratori in ogni angolo d’Abruzzo».
L’esito elettorale ha esaltato Sigismondi nelle sue considerazioni post voto: «È un risultato incredibile quello di Fratelli d’Italia», ha detto, «primo partito in Abruzzo con numeri che vanno al di sopra della media nazionale». Le percentuali raccontano del 27,25% raggiunto nella nostra regione, più del doppio rispetto al secondo gruppo del centrodestra - Forza Italia - che si è fermato al 12,13, e di quasi dieci punti in più rispetto al Movimento 5 Stelle. «Siamo contenti di questo risultato che ci onora e responsabilizza in previsione di tutto ciò che ci attende. C’è un dato in particolare che voglio evidenziare», ha proseguito nel suo intervento, «ossia che il centrodestra rispetto a tutto il centrosinistra nella sua formulazione più ampia, è in maggioranza in Abruzzo. Questo», ha proseguito Sigismondi, «dimostra come il centrodestra stesso, che in questi anni si è cimentato con il governo di realtà importanti come L’Aquila e la Regione Abruzzo, venga apprezzato e premiato. Noi siamo solo i finalizzatori di questo risultato, frutto di un intenso lavoro di squadra in questi dieci anni». Poi ha commentato la sua gratificazione: «Indipendentemente dalla soddisfazione personale, va valorizzato il lavoro di un gruppo incredibile, che in questi anni è riuscito a conseguire dei risultati eccezionali dimostrando innanzitutto il suo valore umano, poi quello politico. E tutto ciò ci onora». Ora l’impegno per l’Abruzzo: «Innanzitutto abbiamo un problema nazionale, quello del caro energia, che rischia di desertificare in maniera uniforme tutto il tessuto economico. Questa emergenza sarà la priorità assoluta del governo. Continueremo, poi, a lavorare sulle infrastrutture. L’Abruzzo, prima che venisse eletto Marsilio», ha rimarcato ancora una volta ponendo l’attenzione sull’impegno del centrodestra e di Fratelli d’Italia, «era una regione completamente isolata pur essendo al centro del territorio italiano».
Chi invece non può essere soddisfatto dell’esito è Camillo D’Alessandro, deputato uscente di Italia Viva che non è riuscito a fare il suo ingresso in Senato: «Il risultato della Lista Calenda in Abruzzo è stato sicuramente sotto le aspettative. Personalmente puntavo all’8 per cento, ci siamo fermati a poco più del 6. Un risultato tuttavia conseguito con un mese di campagna elettorale. Da quello che ho visto c'è uno spazio enorme che va organizzato. Ora al lavoro per farlo», ha detto. «Per me è stato un onore indescrivibile aver rappresentato l'Abruzzo in Parlamento. Adesso tocca agli altri. Un abbraccio ai nuovi parlamentari che vanno aiutati, non avversati», è stato il suo invito, «a fare bene il loro lavoro per la nostra terra in un momento drammatico per la vita delle famiglie e delle imprese».

