Sileri: «Dal governatore una pericolosa forzatura»

L’esponente M5S: Marsilio tira troppo la corda, non è un dispetto agli abruzzesi A inizio 2021 via alle vaccinazioni, usciremo dall’incubo nel prossimo autunno
Il governo non cede di un millimetro e tiene la barra dritta sulla lettera di diffida firmata dai ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia, rispettivamente titolari dei dicasteri alla Salute e agli Affari regionali. Sull’argomento abbiamo sentito il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, esponente del Movimento 5 Stelle nel governo Conte 2. È un chirurgo e, tra le altre cose, nel febbraio scorso, a Wuhan, ha coordinato un team di medici e infermieri nella missione che ha consentito il rimpatrio di 56 connazionali italiani presenti nella città cinese colpita dal coronavirus.
Viceministro Sileri, come giudica la decisione del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di anticipare il ritorno in zona arancione?
«Non è un bel segnale, specie in un momento in cui i cittadini italiani stanno facendo grandi sacrifici e si chiede il coinvolgimento attivo da parte di tutti. La colorazione delle regioni dipende da una serie ben precisa di parametri e se l’Abruzzo è al momento l’unica regione rossa non è certo per fare un dispetto agli abruzzesi, ma perché si ravvisa ancora un elevato rischio per la popolazione. Sono convinto che i dati stiano migliorando anche in Abruzzo e che quindi con le prossime valutazioni sarà possibile un cambiamento. Ma dobbiamo rispettare i tempi. Ne va della sicurezza».
Quali sono le conseguenze per l’Abruzzo con la lettera di messa in mora firmata dai ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia?
«L’iniziativa del governo è un invito a revocare ad horas l'ordinanza regionale ricordando le gravi responsabilità che potrebbero derivare dalle misure introdotte riguardo alla salute dei cittadini. Io non penso però che sia interesse di nessuno esasperare gli animi e aprire una contesa istituzionale sulla pelle dei cittadini. Sono fiducioso che il governatore comprenda che non è il caso di tirare ulteriormente la corda».
Ritiene che sia stata giusta la decisione di anticipare l’ingresso in zona rossa sempre su iniziativa di Marsilio?
«Ai governatori delle regioni è lasciata la facoltà di adottare misure più rigide, se ne ravvisano l’esigenza. Venti giorni fa Marsilio aveva deciso di anticipare i tempi. Tanto era stato lungimirante allora quanto la scelta opposta di oggi appare una pericolosa forzatura».
Lo screening di massa, subito dopo Bolzano, è partito in Abruzzo. In provincia dell’Aquila sono stati eseguiti 80mila tamponi. È una iniziativa importante da ripetere anche in altre regioni?
«Da mesi sostengo l’esigenza di aumentare la diagnostica e di utilizzare anche le altre forme di test, oltre al tampone molecolare, per consentire un tracciamento puntuale sulla circolazione del virus, in modo da adottare contromisure “sartoriali” e tempestive. Bene ha fatto l’Alto Adige, quindi, ad avviare screening di massa e bene fa il capoluogo abruzzese».
Secondo le vostre previsioni quando inizierà con precisione la somministrazione del vaccino?
«Subito dopo l’approvazione da parte dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, si darà avvio alla distribuzione del primo vaccino autorizzato a cui poi seguiranno a stretto giro almeno altri due vaccini. Attendiamo l’ok dell’Ema presumibilmente entro fine anno o subito all’inizio del 2021 e quindi contestualmente la distribuzione».
Una volta iniziata la campagna di vaccinazione, quanto tempo trascorrerà prima che si possa uscire dall’incubo del Covid?
«La campagna di vaccinazione coinvolgerà inizialmente alcune categorie prioritarie. Il personale medico-sanitario, i soggetti fragili e gli anziani. Ci vorranno diversi mesi prima che una percentuale di italiani sufficientemente ampia garantisca una protezione di gregge in grado di far regredire il virus in modo decisivo. Si arriverà probabilmente all’inizio dell’autunno 2021.
Il vaccino dovrà essere ripetuto anche in futuro?
«Il vaccino avrà un richiamo da effettuare a breve tempo dalla prima somministrazione. La durata dell’immunità generata dalla vaccinazione sarà protettiva ma la durata in anni non è nota».
Ha notizie dell’influenza? L’utilizzo delle mascherine sta frenando i contagi influenzali?
«I mesi più duri per l’influenza annuale sono gennaio e febbraio. Dobbiamo quindi attendere. Sono fiducioso, però, che ci sarà una flessione delle infezioni, grazie all’uso della mascherina e al distanziamento. Ne abbiamo già avuto una prova nei paesi dell’emisfero australe, dove le stagioni sono invertite. Proprio in Australia i casi di influenza stagionale sono drasticamente diminuiti».
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