Silvestris: in pochi rispettano le regole del codice stradale

PESCARA. Il maggiore della polizia municipale Matteo Silvestris, dall’alto della sua lunga esperienza come supervisore del traffico cittadino e della sicurezza stradale, definisce i ciclisti «l’utenza...
PESCARA. Il maggiore della polizia municipale Matteo Silvestris, dall’alto della sua lunga esperienza come supervisore del traffico cittadino e della sicurezza stradale, definisce i ciclisti «l’utenza debole della strada, assieme ai pedoni», ma non nasconde che «quasi nessuno di loro rispetta le regole».
Maggiore, che cosa prevede il codice della strada?
«Le regole ci sono e sono chiare, non bastano due ruote e una catena per andare in bicicletta. Per essere a norma, bisogna dotarsi di un equipaggiamento ben preciso che comprende alcuni accessori come luci anteriori e posteriori, catarifrangenti, campanello e giubbino catarifrangente da indossare su strade extraurbane e nelle gallerie da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell'alba. Ma sono ben pochi coloro che rispettano queste prescrizioni».
Quali sono i pericoli maggiori?
«A chiunque, mentre è alla guida di sera, sarà capitato di veder sbucare un ciclista su una bici senza segnalazioni luminose. Rispettare le regole consentirebbe di limitare tantissimi incidenti. Non tutti i mezzi che circolano sulle nostre strade sono omologati, basti pensare a quanti ragazzi girano con gli scooter elettrici autobilanciati che, tuttavia, non potrebbero essere utilizzati poiché non rispecchiano i parametri imposti dal codice».
Quali sono le infrazioni più comuni?
«Innanzitutto l’invasione dei marciapiedi e il mancato rispetto delle corsie ciclabili. Poi ci sono le cattive abitudini: attraversare sulle strisce pedonali in sella, senza scendere dalla bici e portare il mezzo a mano, e non segnalare con il braccio teso, a destra o a sinistra, l’intenzione di girare, senza far capire quindi le proprie intenzioni di manovra a chi sta dietro».
Multate i ciclisti indisciplinati?
«Quest’estate abbiamo multato molti cittadini sulla riviera, poiché circolavano sui marciapiedi quando accanto c’era la pista ciclabile. Ma generalmente tendiamo a non elevare sanzioni, preferendo richiamare verbalmente i ciclisti. È bastato utilizzare i vigili stagionali per effettuare le pattuglie in bici: la gente li vedeva da lontano e cambiava corsia, immettendosi sulla pista ciclabile. Questo è un servizio che occorrerebbe ripristinare anche il prossimo anno, ma serve nuovo personale poiché siamo pochissimi». (y.g.)
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