Simulazione di maxi emergenza in ospedale

2 Giugno 2017

Domenica l’esercitazione con 200 operatori. Prove generali in caso di terremoti o gravi incidenti

PESCARA. L’ospedale Santo Spirito si prepara ad affrontare eventuali grandi emergenze sanitarie conseguenza di catastrofi, terremoti, incidenti aerei o ferroviari, attentati terroristici, crolli, esplosioni, dissesti idrogeologici, sul territorio nazionale e regionale.
Le vittime del sisma dell’Aquila e di Amatrice e la tragedia di Rigopiano hanno dato la spinta propulsiva a mettere in piedi, per la prima volta in un ospedale dell’Abruzzo (seconda regione italiana a rischio sismico dopo la Calabria), una “Simulazione di maxi emergenza intraospedaliera” che si svolgerà domenica, 4 giugno, dalle ore 9 fino alle 12.30 all’interno del presidio sanitario, nelle adiacenze dell’ingresso del futuro nuovo pronto soccorso. L’area si trasformerà in una sorta di set, con “feriti” sanguinanti, manichini amputati, persone in fin di vita. L’evento impegnerà 200 “attori” tra personale sanitario (50 tra medici, infermieri e amministrativi del pronto soccorso), associazioni di volontariato, barellieri, logisti, figuranti e truccatori, ognuno con la sua pettorina colorata di riconoscimento, tutti addestrati a intervenire in una situazione di emergenza con 5 posti letto, tre Tac, una risonanza, un finto blocco operatorio dislocati nelle aree verdi, gialle e rosse (a seconda della gravità del trauma) temporaneamente allestite nei locali adiacenti il punto informazioni e lo sportello delle cartelle cliniche.
Ma il numero delle finte vittime e dei mezzi di soccorso (prevalentemente di Croce Rossa e Misericordia, ma sono stati allertati anche i vigili del fuoco e le forze dell’ordine che si occuperanno di gestire il flusso di traffico intorno al perimetro del presidio) è top secret proprio per «rendere ancora più verosimile la simulazione e non dare al personale la possibilità di prepararsi a fronteggiare l'emergenza».
L'iniziativa è stata illustrata ieri mattina, nella sede della direzione generale di via Paolini, dal manager della Asl Armando Mancini; dal primario del pronto soccorso Alberto Albani, di recente nominato referente sanitario regionale per le maxi emergenze (sulla base della legge nazionale dell’agosto 2016)e dal direttore sanitario Valterio Fortunato.
«Nel salvataggio di una vita umana», ha esordito Mancini, «le prime ore sono decisive, per tale ragione la macchina del soccorso deve funzionare a pieno regime. La maxi emergenza si verifica quando una struttura sanitaria si trova di fronte ad uno squilibrio enorme tra il numero delle vittime e le risorse disponibili per i soccorsi. In questo caso simuliamo una maxi emergenza, non una catastrofe da giudizio universale. Molto importante è come un operatore viene utilizzato all’interno di una catena di comando che deve funzionare alla perfezione, ognuno al suo posto per salvare quante più persone possibili con i mezzi che si hanno a disposizione, una rivoluzione copernicana nell’atteggiamento di salvataggio».
Un «triage di guerra» la definizione usata da Albani, regista della manifestazione a cui sta lavorando da più di un mese. E paradossalmente, per quanto tragica sia stata la vicenda Rigopiano con le sue 29 vittime, per l'ospedale di Pescara «non è stata una maxi emergenza», rivela Albani- perché i feriti sono arrivati alla spicciolata, un po’ alla volta. La risposta a una maxi emergenza è una catena di molte componenti: la gestione e il triage dei feriti, il trasporto, la diagnosi e il trattamento all'interno dell'ospedale, funzioni che necessitano di un efficace coordinamento di tutte le figure preposte».
«Con Rigopiano e Amatrice abbiamo gestito bene la situazione», commenta Fortunato, «questa volta gestiremo nello stile militare il disastro a casa nostra». L'obiettivo della Asl pescarese è far diventare questo evento un «modello operativo da condividere con le altre Asl della regione al fine di intervenire, in caso di vera emergenza, con metodi e sistemi omologati per tutti». Durante l'esercitazione, cui parteciperanno anche i primari dei 118 regionali, le attività del pronto soccorso (100 mila accessi l'anno) e del presidio sanitario (3300 dipendenti) funzioneranno regolarmente. La stampa potrà seguire da vicino tutti i dettagli delle operazioni grazie alle informazioni fornite dai coordinatori della comunicazione e soccorso, Rossano Di Luzio e Antonino Gabriele.