Sindacati contrari al polo scolastico Classico-da Vinci

PESCARA. Un indirizzo scientifico nel liceo classico D'Annunzio? La proposta della preside Donatella D'Amico avanzata a Provincia, Ufficio scolastico regionale e Regione, di far diventare il D'Annunzi...
PESCARA. Un indirizzo scientifico nel liceo classico D'Annunzio? La proposta della preside Donatella D'Amico avanzata a Provincia, Ufficio scolastico regionale e Regione, di far diventare il D'Annunzio "liceo classico europeo e scientifico" , scatena polemiche e divide sindacati, istituzioni, insegnanti e genitori. Lunedì mattina alle 10 nella sede regionale di viale Bovio si terrà un vertice tra l'assessore all'Istruzione Marinella Sclocco e le parti convocate per decidere l'istituzione di un quarto polo scientifico in città dopo Galilei (1459 studenti), da Vinci (1505) e Volta (1408). Contrari all'idea di un altro istituto con tale indirizzo, sono i sindacalisti Fabiola Ortolano, Uil scuola; Nicola Trotta, Flc Cgil, Giovanni Marsili, Snals e Luca Puglielli, Cisl scuola, che ieri hanno indetto una conferenza stampa nella sede di via Croce per spiegare le ragioni del no. «Il territorio non ne ha bisogno», dicono unanimi, «se ogni dirigente decide di crearsi un altro indirizzo per colmare il vuoto della perdita di iscritti, sarebbe il caos nelle scuole. Ma forse ci sono presidi preoccupati di perdere il posto se il crollo degli iscritti scende a meno 600».
Dal 2010, il D'Annunzio è passato da 52 classi e 1214 alunni a 36 classi e 834 alunni. Attualmente, dieci classi sono occupate da 230 studenti dello scientifico da Vinci ai Colli. Un trasferimento forzato, per carenza di un'altra sede idonea, che nei mesi scorsi ha fatto scoppiare scintille tra la D'Amico e il dirigente Giuliano Bocchia che non ha gradito la sistemazione in via Venezia. Il prossimo anno si prevede un altro calo di iscrizioni al classico che rischia di perdere da 2 a 4 classi. Dunque, la preside corre ai ripari e chiede l'attivazione del nuovo polo scientifico nella sua scuola. «Vorrei per il classico un indirizzo scientifico, indirizzo in ascesa in questo periodo storico, non sono coinvolti gli altri istituti, quindi nessuno deve avere paura di perdere la propria identità scolastica», chiarisce D'Amico in risposta ai dubbi dei docenti («Creeremo nuovi posti di lavoro») e ai genitori preoccupati di non avere garanzie di continuità scolastica.
Il problema vero delle scuole sono le sedi scolastiche che scarseggiano e gli studenti che protestano insieme a genitori e docenti per evitare accorpamenti non graditi. Sull'argomento il presidente della Provincia Antonio Di Marco è lapidario: «Comprendo le difficoltà delle famiglie, rispetto la legittimità delle richieste dei sindacati, ma noi abbiamo necessità di spazi e siamo sprovvisti di finanziamenti. Un nuovo liceo scientifico consentirebbe di drenare l'enorme flusso degli iscritti nei licei».
Qualora la Regione e i sindacati bocciassero la proposta del D'Annunzio, Di Marco punzecchia: «Ci penseranno loro il prossimo anno a trovare nuove sedi per gli studenti che protestano?».

