Sindaci, il centrodestra non trova l’unità

21 Gennaio 2020

Lega, Forza Italia, Fli e Udc divisi su Chieti e Avezzano: rischiano la corsa separata come è già accaduto a Giulianova

L’AQUILA. Sul centrodestra incombe lo spettro di una, due, tre, tante Giulianova. Divisi alla meta, cioè alle elezioni amministrative. Il pennacchio nero che esce dal caminetto della politica al termine della riunione convocata ieri alle 15 all'Aquila va oltre le amministrative di Chieti e Avezzano e può coinvolgere anche i candidati sindaci di Lanciano, Francavilla e Vasto. La Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e l’Udc non hanno trovato l’accordo sulle candidature dei primi cittadini del centrodestra.
Qualcuno dirà che si tratta solo del primo incontro e che il cammino è ancora lungo, ma le posizioni sembrano incagliate come in un arrocco scacchistico. C'è stato accordo tra gli alleati solo su un fatto: niente comunicati stampa e dichiarazioni all'uscita.
Ma le notizie sono trapelate e permettono di ricostruire ciò che è accaduto intorno al tavolo convocato in Regione dal coordinatore di Forza Italia, Nazario Pagano, che, usando il fioretto, ha quasi elogiato la figura di Fabrizio Di Stefano, ex deputato forzista passato alla Lega e incoronato candidato sindaco a Chieti da Matteo Salvini in persona. Ma, quando è toccato a Mauro Febbo intervenire, sono partiti colpi di sciabola, anzi di scimitarra. Il no di Febbo su Di Stefano sembra essere assoluto. Forza Italia dice che su Chieti non riesce a trovare candidati sufficienti per formare la lista perché il nome dell'ex deputato non piace agli azzurri. Per Febbo, l'unico modo di risolvere l'impasse è quello di ricorrere alle primarie dove lui schiera Maurizio Formichetti, noto la passione ciclistica più che per la vocazione politica.
Per Fratelli d'Italia, rappresentato alla riunione dal coordinatore regionale Etel Sigismondi e da Antonio Tavani, la matassa dev’essere dipanata a Roma dal tavolo nazionale. Mentre l’Udc, per bocca di Andrea Buracchio, ha sdoganato Di Stefano. E la Lega? Luigi D'Eramo, ieri presente con Gianfranco Giuliante, ha deciso di informare Salvini dell’affronto di Forza Italia. Sarà il leader del Carroccio a intervenire.
L'effetto domino, scaturito dalla fumata nera su Chieti, si è abbattuto subito dopo anche su Avezzano dove l’incaglio è persino più complicato perché ciascun alleato di coalizione ha rivendicato un proprio candidato sindaco. Sulle altre città, di conseguenza, nessuno ha voluto spendere parole anche per evitare che la rottura assumesse una valenza regionale, tranne in un caso, quello di Celano, dove la proposta del senatore Gaetano Quagliariello di candidare Luigi Ciaccia, cognato dell'ex deputato Filippo Piccone, è stata bocciata senza appello. Tutto è rinviato ad una prossima riunione fissata inizialmente per lunedì 27. Ma non è detto perché, ieri sera, al termine di un incontro bis, acceso e partecipato, che la Lega ha tenuto sempre all'Aquila, la situazione è precipitata e gli effetti si toccheranno con mano questa mattina alla riunione dei capigruppo convocata da Lorenzo Sospiri, per le 12, all’Aquila. Sarà un mezzogiorno di fuoco.