Sindaci pronti a protestare a Palazzo Chigi

5 Settembre 2018

Il Governo snobba l’incontro di ieri a Roma. Alessandrini: scorrettezza istituzionale, vogliamo recuperare i 18 milioni stanziati

PESCARA. Non si ferma la battaglia del Comune di Pescara, insieme ad altri Comuni abruzzesi, per cercare di sbloccare e riottenere dal Governo i fondi per riqualificare le periferie, congelati di recente a livello centrale. Ieri il sindaco Marco Alessandrini e l’assessore alle Periferie Giacomo Cuzzi sono stati a Roma, con il resto della delegazione abruzzese e con i rappresentanti dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), per partecipare all’audizione in commissione Bilancio della Camera. Un appuntamento fissato in vista dell’11 settembre, giorno in cui sarà discusso in Parlamento il Decreto Mille proroghe che prevede la sospensione delle risorse fino al 2020 (l’emendamento è stato già votato dal Senato). Quelle risorse non erano state solo promesse ma anche destinate alla città, per un importo di 18 milioni, con la sottoscrizione di una convenzione.
Quello di ieri è stato solo il primo passo di una battaglia che proseguirà e che ha suscitato «una mobilitazione unanime» ma di fronte alla quale il Governo appare sordo. Ieri, infatti, non c’erano «interlocutori governativi alla seduta della Commissione, che è stata lunga e articolata, per rappresentare le ragioni manifestate dai Comuni». E questa assenza è stata «una scorrettezza istituzionale», sottolineano Alessandrini e Cuzzi.
Una stoccata al «governo del cambiamento» è arrivata durante l’audizione dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro. Ha ricordato che il bando bloccato di recente «di fatto rappresenta 20 milioni di persone, un terzo del Paese a cui il Governo ha prima promesso attenzione e poi ha tolto risorse e interventi pronti. E lo ha fatto come primo atto, una volta diventato classe dirigente».
I rappresentanti del Comune di Pescara annunciano che «le iniziative per scongiurare questo scippo non si fermano: a livello nazionale saranno attivati tutti gli strumenti di tutela dei fondi e dei 96 progetti» già presentati da tutto il Paese. E oltre alla «mobilitazione di diritto» ci sarà quella «di fatto», con una protesta «proprio sotto a Palazzo Chigi. Sicuramente non ci fermeremo neanche a livello locale». Già oggi il sindaco e Cuzzi hanno «convocato a Palazzo di Città tutte le associazioni che hanno contribuito alla redazione dei progetti che mettono insieme opere, manutenzione, iniziative di natura sociale, sostenibile e anche culturale. Insieme», dicono, «condivideremo iniziative a difesa dei fondi, prima e dopo il voto in Parlamento, e per riavere ciò che viene tolto alle città con un atto di puro opportunismo politico». Lo stop alle risorse, osservano, «non si ripercuote sugli avversari, ma sulla comunità. Chi ci governa ha sempre detto di volerla tutelare, ma ora si pregiudica il futuro delle periferie». (f.bu.)