Sindaci uniti per l’ospedale: a Penne il pronto soccorso

Il primo cittadino vestino, Mario Semproni, convoca i colleghi di tutta l’area «Senza servizi, l’entroterra rischia di morire. La Regione deve ascoltarci»
PENNE. La sala consiliare del Comune di Penne, ieri mattina, ha ospitato una riunione dei sindaci dell’area vestina, organizzata per costruire un percorso istituzionale mirato a salvaguardare e tutelare l’ospedale “San Massimo” dopo gli ultimi tagli a servizi e reparti.
I sindaci vestini hanno espresso la volontà di sostenere l’amministrazione comunale di Penne, dandole un ruolo di guida, in questa «battaglia». Nei prossimi giorni, il sindaco Mario Semproni incontrerà il nuovo manager della Asl di Pescara, Dario Ciampone, al quale consegnerà una relazione tecnica redatta e condivisa ieri con i sindaci che hanno partecipato alla riunione. Semproni nei giorni scorsi ha anche incontrato Lara Costanzi, la nuova direttrice sanitaria dell’ospedale San Massimo. Costanzi, che ha già preso servizio, ha lavorato nella direzione sanitaria a Villa Pini e nella Asl di Teramo, dove si è occupata anche dell’ospedale di Sant’Omero. «L’ospedale “San Massimo” ha perso nel corso degli anni reparti, posti letto e personale nonostante le proteste di cittadini e amministratori locali», ha osservato Semproni, ex medico ospedaliero del San Massimo. «Abbiamo organizzato tante riunioni, approvato delibere consiliari e ordini del giorno, ma la situazione, purtroppo, è gradualmente peggiorata, e oggi abbiamo toccato il fondo. Certo», incalza il sindaco, «finalmente, e grazie all’attuale amministrazione regionale, abbiamo sbloccato i fondi (12 milioni di euro) per ristrutturare e ammodernare l’ospedale, ora, però, dobbiamo riempire la struttura di contenuti. Intanto, chiediamo con forza la deroga al DM 70 per ottenere l’ospedale di base con sede di pronto soccorso. Non c’è altra strada per avere una struttura sanitaria funzionante e operativa. E il governo nazionale e regionale devono ascoltarci: l’entroterra vestino senza i servizi, a partire dall’ospedale, e senza infrastrutture, rischia di morire». I sindaci (presenti Collecorvino, Castiglione Messer Raimondo, Elice, Loreto Aprutino, Carpineto della Nora, Civitella Casanova, Montebello di Bertona, Farindola, Villa Celiera, Picciano e Città Sant’Angelo), hanno concordato di incontrarsi tra 15 giorni quando sarà redatto un documento politico per richiedere «una riorganizzazione ospedaliera confacente a un territorio, come quello vestino, già penalizzato e abbandonato», ha concluso Semproni. All’incontro hanno partecipato anche alcuni cittadini da tempo impegnati nell’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne”.
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