Sindaco, il Pd rinuncia alle primarie

Riunita la direzione del partito con D’Alfonso. Alessandrini pronto a lasciare, un gruppo di lavoro sceglierà il candidato
PESCARA. Niente più primarie, è quasi certo. Il Pd si affiderà a un gruppo di lavoro per individuare il candidato sindaco per le prossime elezioni comunali del 26 maggio. Mentre il primo cittadino uscente Marco Alessandrini si prepara a rinunciare ad un secondo mandato. Sono queste le novità più importanti emerse dalla direzione del Pd, riunita ieri pomeriggio per circa tre ore nella sede di via Lungaterno sud.
Il vertice era stato convocato dal presidente dell’assemblea Aurelio Giammorretti, su richiesta dei due segretari, provinciale e cittadino, Enisio Tocco e Moreno Di Pietrantonio proprio per cominciare a parlare della scelta del candidato. Sono intervenuti, oltre al presidente e ai due segretari, anche il senatore Luciano D’Alfonso e il sindaco Alessandrini. In platea si potevano notare, tra gli altri, il vice sindaco uscente e neo consigliere regionale Antonio Blasioli, il presidente del consiglio comunale Francesco Pagnanelli, l’ex vice sindaco e attuale segretario particolare del presidente della Regione Enzo Del Vecchio, i consiglieri comunali Piero Giampietro, Emilio Longhi, Maria Ida D’Antonio, Leila Kechoud, Pierpaolo Zuccarini. E poi altri esponenti storici del partito, come Massimo Sfamurri, Francesca Ciafardini, Pippo Tavani, Andrea Mammarella, Roberto Ferrini.
Dopo un lungo dibattito, la direzione del Pd ha accolto la richiesta avanzata da alcuni esponenti del partito di costituire un gruppo di lavoro, definito da D’Alfonso una sorta di commissione elettorale, per cercare di aiutare i segretari ad individuare un possibile candidato sindaco. Ne fanno parte, oltre a Tocco e Di Pientrantonio, anche D’Alfonso, Blasioli e Longhi.
Il modello del candidato ideale è quello di Giovanni Legnini, che in pochissimo tempo è riuscito a costruire per le elezioni regionali una coalizione ampia, coinvolgendo soprattutto le forze della società civile, il mondo del volontariato e delle liste civiche.
Il tempo a disposizione, però, è ristrettissimo. Per questo motivo, ieri tutti hanno concordato sul fatto che ormai non c’è più tempo per organizzare le primarie.
Anche se Di Pietrantonio non le esclude completamente. «Resta una delle opzioni», ha detto, «anche se i tempi non favoriscono questa ipotesi». «Il gruppo di lavoro», ha spiegato il segretario cittadino, «ha dato la disponibilità a facilitare il percorso per individuare qualsiasi soluzione possibile per la scelta del candidato migliore». Nel frattempo, Alessandrini ha ribadito di essere pronto a fare un passo indietro, nel caso si trovasse un candidato che abbia le stesse caratteristiche di Legnini. E qualcuno ha avanzato anche l’ipotesi che questa figura ideale possa essere Carlo Costantini. L’ex deputato, tra l’altro, ha già annunciato ufficialmente la sua candidatura a sindaco.
Ma ieri, mentre la direzione dem era riunita, Costantini ha escluso senza mezzi termini che non sarà il candidato sindaco del Partito democratico. «La mia candidatura», aveva già detto nei giorni scorsi in un’intervista al Centro e lo ha ribadito ieri, «sarà alternativa a questa amministrazione uscente».
A questo punto, individuare in pochi giorni un candidato con le caratteristiche di Legnini appare un’impresa quasi titanica. Ma il segretario cittadino si è detto ottimista. Il Pd farà di tutto per mettere su una squadra forte, anche perché il partito riparte a Pescara dal 16,26 per cento e il centrosinistra dal 33,4, registrati alle regionali. «Il distacco dal centrodestra», è stato fatto notare ieri sera, «è solo di 5mila voti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

