Sindaco-sceriffo segnala due rom

3 Novembre 2015

San Giovanni Teatino, ragazzine dei campi nomadi responsabili di un furto

SAN GIOVANNI TEATINO. Si cala nei panni dello sceriffo-detective, il sindaco di San Giovanni Teatino, Luciano Marinucci, e fa bloccare dai carabinieri due ragazze di 12 anni, di etnia rom, provenienti dai campi nomadi della capitale, sospettate di aver messo a segno nei mesi scorsi un furto messo in una casa di Sambuceto. Dopo il fermo, le adolescenti sono state riconosciute dai militari grazie alle immagini della videosorveglianza che un cittadino derubato aveva consegnato ai carabinieri.

Il sindaco-sceriffo Marinucci è entrato in azione ieri mattina, poco dopo le 8.30, mentre transitava con la sua auto attorno al palazzo comunale. Il primo cittadino, che come tanti sindaci è spesso alle prese con le lamentele dei residenti per il dilagare dei furti nelle abitazioni, ha notato due ragazzine che camminavano nelle vicinanze del municipio con atteggiamento sospetto, guardando e riguardandosi intorno, come a volersi accertare di non essere pedinate. Incuriosito dal procedere un po' troppo circospetto delle ragazze, Marinucci ha deciso di calarsi nel ruolo di detective e di pedinarle a distanza, seguendole con l’auto lungo corso Italia mentre le due giovani si allontanavano dalla zona del Comune.

«Ad attirare la mia attenzione» racconta il sindaco «è stato il particolare che le due ragazze, dalle sembianze evidentemente rom, indossavano però abiti come tutte le adolescenti italiane, quasi a no voler dare nell’occhio. Un atteggiamento che mi ha insospettito, quel modo di camminare guardingo mi è parso esagerato. Così le ho seguite, sempre restando alla guida della mia auto, fino all’altezza del bar Mirella. A quel punto, temendo che volessero combinare qualcosa di poco lecito, ho chiamato i carabinieri».

Arrivati sul posto in una manciata di minuti, i militari dell’Arma hanno fermato le due ragazze e si è scoperto che avrebbero solo 12 anni, che provengono dai campi nomadi e di non avere i genitori.

«Dalle immagini visionate dei furti denunciati nei mesi scorsi a Sambuceto» prosegue Marinucci «i militari hanno riconosciuto le due adolescenti mentre rubavano in una casa». I bambini, anche di 10 anni, dei campi nomadi vengono mandati a svaligiare le abitazioni e a derubare gli anziani, per poi tornare a Roma con il bottino, sapendo che i minori non sono imputabili. Le due adolescenti sono state condotte in un centro d’accoglienza nel Chietino.

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