Sirena, bloccato il piano di demolizione

I Beni architettonici avviano la verifica per un eventuale vincolo. Deluso il sindaco: ancora una volta ha vinto la burocrazia
FRANCAVILLA AL MARE. La soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per l'Abruzzo blocca, almeno per il momento, uno dei progetti di punta dell'amministrazione comunale di Francavilla al Mare guidata dal sindaco Antonio Luciani, si parla qui della demolizione dell’ala storica di palazzo Sirena. A farlo sapere è lo stesso primo cittadino al quale è stato informalmente comunicato come la Soprintendenza voglia avviare la procedura per verificare le condizioni per sottoporre a vincolo l'edificio più conosciuto della città.
L'amministrazione Luciani, che nelle settimane scorse, dopo la bocciatura del Consiglio comunale di una mozione con la quale i consiglieri di opposizione chiedevano di bloccare l'iter relativo all'abbattimento, aveva approvato il progetto esecutivo per la demolizione (un intervento da oltre 300mila euro) e aveva annunciato, per le prossime settimane, l'apertura del cantiere per l'avvio dei lavori. Nei mesi scorsi, erano state individuate una trentina di imprese che hanno dimostrato di avere i requisiti indicati dal bando comunale, che quindi hanno manifestato interesse a partecipare alle opere di demolizione. Ma ora tutto viene bloccato dall'attesa pronuncia della soprintendenza, che dovrà decidere in modo definitivo se apporre il vincolo oppure no. Il primo cittadino non ha preso bene la scelta operata dall'ente ministeriale: «Questa decisione mi rattrista molto, perché impedirà di fatto di procedere celermente con l'abbattimento. Mi appare totalmente insensata. La stessa soprintendenza è consapevole del fatto che non vi sia alcun elemento artistico o architettonico da tutelare, e vorrebbe ora verificare la sussistenza del valore entnoantropologico di un edificio di fatto chiuso da quaranta anni dove per diversi decenni vi sono state bische, un bar e un ristorante. Vorrei dire alla soprintendenza che Francavilla esprime molto di più rispetto a un bar e al gioco delle carte. Inoltre, riferisco che la stessa soprintendenza ha ricevuto un esposto di alcuni sedicenti difensori della città dal 9 dicembre, e avrebbe ben potuto avviare all'epoca il procedimento, concludendolo entro i 120 giorni previsti dalla legge, quindi entro il 9 aprile. In uno Stato paralizzato dalla burocrazia, invece, questa notizia arriva alla vigilia dell'apertura delle buste per l'aggiudicazione della gara per la demolizione, che senza questa sorpresa sarebbe avvenuta prima di Pasqua. Ho altresì appreso informalmente che della questione si sono occupati noti politici locali del centrodestra che mai hanno messo piede a Francavilla e che mai si sono spesi per la città. Verrebbe voglia di gettare la spugna e di mandare tutto a rotoli. Solo l'amore verso i cittadini e verso la città mi impone di continuare a lottare in ogni sede al fine di ottenere giustizia. Di tutto questo dovranno rispondere alla città i soliti noti. Coloro che, sconfitti alle ultime elezioni, lottano 24 ore su 24 al fine di tentare di fermare la rinascita della nostra città. Così loro si sentirebbero all'altezza. Ma Francavilla merita di più».
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