«Sirena, progetto esecutivo a fine mese»

Francavilla. Luciani serra i tempi per l’abbattimento in primavera. Fimiano: parla di confronto, ma ha già deciso tutto lui
FRANCAVILLA. La distribuzione delle diecimila copie della brochure “piazza Sirena”, iniziata l'altro ieri, non cambierà il destino dell’edificio storico che è già stato deciso dall'amministrazione di Antonio Luciani. Il sindaco annuncia infatti che il progetto esecutivo per i lavori di abbattimento sarà pronto entro la fine di gennaio. Secondo il programma, il cantiere dovrebbe essere aperto, salvo intoppi, entro l'inizio della primavera.
Nel frattempo, sono già qualche decina le mail ricevute dal primo cittadino che ha sollecitato suggerimenti e proposte per il futuro della piazza centrale della città. Una prima indicazione, è quella relativa alla richiesta di uno spazio liberato dalle autoi e che dunque preveda una pedonalizzazione dell'area. «I primi riscontri ricevuti», dice Luciani, «sono positivi all'80-90 per cento. Ci sono solo un paio di pareri negativi con qualcuno che vorrebbe che mi adoperassi per la ristrutturazione. Almeno fino a fine mese, attenderò le risposte da parte dei cittadini, entro quella data sarà anche pronto il progetto esecutivo per l'abbattimento».
Non ci sta Pierfrancesco Fimiano del comitato Risorgi Sirena: «È il solito gioco delle tre carte, il sindaco dice una cosa ma poi ha già deciso. Fa credere di rendere partecipi i cittadini ma non offre alternative alla sua idea. La brochure invita a fare proposte ma non si capisce dove sia l'apertura di vedute, che non c'è proprio. L'opuscolo è solo un'illusione ottica, ci sono cose palesemente irrealizzabili come gli alberi in viale Nettuno. La nostra idea c'è ed è protocollata in municipio. L'idea del sindaco è fantasiosa. Gli chiedemmo un confronto con la città e l'ha fatto, senza aprirsi con la brochure che offre solo la sua visione. Avrebbe potuto fare un concorso di idee e solo dopo arrivare a una decisione finale, ma ha già scelto e fa credere che ci possa essere ancora un confronto. Dà l'impressione di voler ragionare, poi però decide come vuole lui. La delibera di affidamento per i lavori di demolizione c'è già, quindi di cosa parliamo? Agli atti ci sono il nostro progetto e quelli di altri, il confronto pubblico potrebbe esserci, ma il sindaco non lo vuole. Lui è convinto della bontà della sua idea, ma sta decidendo per un palazzo che appartiene a tutti i cittadini, non solo quelli che lo hanno votato. Sarebbe più giusto un confronto il più aperto possibile».
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