Sisma bonus presto esteso al 90% delle aree

29 Marzo 2019

Il sottosegretario Dell’Orco: «Con il decreto crescita lo stiamo allargando alle zone 2 e 3»

PESCARA . «Il SismaBonus è tarato solo per le zone altamente sismiche, che vuol dire in poche parole circa il 10% dell’Italia, ma con il decreto crescita lo stiamo allargando alle zone 2 e 3, cioè il 90% dell’Italia che avrà queste detrazioni per mettere in sicurezza le case della gente». Lo ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture Michele Dell’Orco a margine del V convegno nazionale organizzato a Bari dal SI&A (Scuola Ingegneria & Architettura) che ha per tema proprio il «SismaBonus». Il sottosegretario risponde così ad una richiesta specifica dei costruttori italiani di estendere le agevolazioni, con detrazioni che raggiungono l’85%, anche alle zone a più basso rischio sismico.
«Il SismaBonus, ancora poco conosciuto», ha spiegato il sottosegretario, «permette di avere delle detrazioni fino al 50%, quindi parlo delle case dei cittadini oltre che di aiuto alle imprese, per mettere in sicurezza gli edifici, per avere edifici più sicuri in caso di terremoti. Questo», ha concluso Dell’Orco, « eviterebbe tutta una serie di vittime che abbiamo visto nel passato».
Ma cos’è il SismaBonus? Si tratta di una detrazione d’imposta del 50% per le spese sostenute dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, calcolata su un importo complessivo massimo pari a 96mila euro per unità immobiliare.
La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta (75% per gli edifici condominiali) se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore, e aumenta all’80% (85% per gli edifici condominiali) se ai lavori consegue il passaggio a due classi di rischio inferiori. Rientrano tra le spese detraibili anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.
L’agevolazione, sottolinea l’Agenzia delle Entrate, spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti di godimento sui beni oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Dal 2018 tra i beneficiari dell’agevolazione sono inclusi anche gli istituti autonomi per le case popolari e i soggetti con finalità analoghe.