Sisma, case popolari a pezzi Cominciano subito i lavori

Primi interventi dell’Ater in via Lago di Borgiano, via Basento e via Aldo Moro Sugli edifici più alti sarà avviato uno studio approfondito. «Ma non ci sono i fondi»
PESCARA. I primi lavori post terremoto nelle case popolari sono già partiti, a Pescara e in provincia, e nei prossimi giorni prenderà il via anche uno studio approfondito nei palazzi ritenuti più a rischio, per accertarne le condizioni.
Dall'amministratore unico dell’Ater Virgilio Basile parte un messaggio tranquillizzante nei confronti degli inquilini preoccupati per i danni del sisma, ma nello stesso tempo lancia un appello alla Regione per la mancanza di fondi.
«I fabbricati con le criticità maggiori sono sotto controllo da agosto e le ispezioni sono proseguite anche nei giorni scorsi», dice Basile. Grazie al fascicolo di fabbricato, che contiene una serie di informazioni storiche su ogni edificio, è stato possibile confrontare lo stato attuale con quello passato ed è emerso che «non ci sono stati danni strutturali importanti». Laddove, però, ci sono state delle lesioni, è stata subito attivata la procedura per promuovere i lavori e sono tre le tranche di interventi già affidati.
La prima riguarda lo stabile di via Basento 52, dove l'Ater sta intervenendo per il risanamento dei pilastri nel porticato (l'importo è di 16mila euro), la seconda interessa i palazzi di via Aldo Moro 132 e via Lago di Borgiano 14, dove si sta provvedendo alla sigillatura delle lesioni e microlesioni (l’importo totale è di 28mila euro e nello stabile di Rancitelli si lavora anche negli appartamenti). Il terzo affidamento ha riguardato, per lo stesso tipo di intervento, tre stabili che si trovano rispettivamente a Alanno, Catignano e Penne (importo 20mila euro). «Siamo già partiti, la tempistica è stringente e gli operai saranno impegnati anche il sabato», assicura Carmine Morelli sempre dall'Ater, che ha chiesto a tutti i Comuni di segnalare eventuali emergenze.
Il monitoraggio, intanto, prosegue negli stabili che potrebbero essere più a rischio dal punto di vista sismico, cioè i più alti. Ce ne sono sei a Rancitelli, cinque in via Aldo Moro e sette a San Donato, tutti con almeno sei piani più il porticato, che rappresenta la parte più critica della costruzione. «Li abbiamo tenuti sotto controllo», spiegano dall’Ater, ma oltre alle verifiche visive «servono degli esami specialistici sulla qualità dei materiali e del realizzato, che andranno ad integrare le informazioni dei fascicoli di fabbricato. E per questo studio sarà individuato a breve un laboratorio specializzato», ma l'operazione costerà parecchio alle casse dell'Ater, che sono costantemente vuote, e si parla di «almeno 40mila euro».
«Stiamo facendo economia su altri capitoli e raschiando il fondo del barile», dice Basile, ma «servono soldi e per questo rinnovo il mio appello alla Regione e all’assessore Donato Di Matteo a mettere mano al portafogli perché alcuni fenomeni di cui ci dobbiamo occupare oggi sono legati alla scarsa manutenzione dei fabbricati».
Parla della necessità di «fare manutenzione e conoscere lo stato dell'arte» anche il vice sindaco Enzo Del Vecchio che tira le somme dei sopralluoghi del Comune e parla di una situazione «non drammatica».
Di Matteo, da parte sua, non fa riferimento ai fondi e spiega che la Regione si è attivata «perché ci siano le forze tecniche necessarie per i rilievi, attualmente esigue. E si dovrebbe dare ai Comuni la possibilità di attingere direttamente alle strutture tecniche, per poi legare il movimento di fondi alla maggiore efficienza e operatività».
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