Sit in delle associazioni per i villini della Pineta

La protesta stamani in via Figlia di Jorio, dopo la demolizione di un edificio «Vanno tutelati i luoghi identitari della città». Il Comune: i vincoli già ci sono
PESCARA. Illustrare le azioni legali in atto e continuare a chiedere al Comune e alla Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di attivare gli strumenti di salvaguardia della storia e della memoria collettiva della città. Queste le ragioni del sit-in di protesta che metteranno in atto questa mattina alle ore 11 in via Figlia di Jorio, ai numeri civici 21/27, le associazioni impegnate nella difesa del patrimonio architettonico-identitario della pineta dannunziana: Italia Nostra, Archeoclub, Ville e Palazzi dannunziani, Mila donnambiente ed Ecosistituto Abruzzo. Sotto accusa un cantiere che ha visto la demolizione di un villino degli anni Venti dello scorso secolo e uno gemello, adiacente al primo, dovrebbe subire la stessa sorte entro breve. «Cerchiamo di salvare almeno il secondo villino, il cui nome storico è Villa Rina», spiega l’architetto Anita Boccuccia, «vogliamo accendere un faro su quanto sta avvenendo ovvero la distruzione della memoria storica, e l’eliminazione dei luoghi identitari, come la città giardino pensata da Liberi che caratterizza ancora oggi la pineta dove le sagome delle case sono minoritarie, circa un quarto, rispetto al giardino che le circonda. In altre parti si salvano le strutture storiche, a Pescara accade il contrario. Si dovrebbe consentire in quella zona le sole ristrutturazioni. È intervenuto il decreto Sviluppo che prevede delle zone franche, delle aree di pregio o per nuclei o centri storici, ma non è stata prevista questa tutela da parte di enti come soprintendenza e Comune, che dovrebbero inserire aree come questa nel nucleo storico come zona di pregio, quindi al di fuori degli aumenti di cubatura». «Noi stiamo già ragionando sotto il profilo urbanistico», spiega l’assessore all’Urbanistica, Loredana Scotolati, «ci sono ville liberty già sottoposte a vincoli per il loro valore paesaggistico e architettonico, bisogna capire rispetto a strutture storiche che non abbiano un valore architettonico come porre in atto delle tutele e come conservare il rapporto tra le abitazioni e il verde».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

