Sito industriale di Bussi ultimo atto per la bonifica

14 Maggio 2016

Dopo nove anni di attesa, la Regione ha fissato al 23 maggio la riunione per la firma dell’accordo di programma tra sindaco, Solvay e parti sociali

BUSSI SUL TIRINO. C’è la data ufficiale per la conferenza dei servizi e la firma dell’accordo di programma, ultimo atto per sbloccare l’impasse sulla bonifica, la messa in sicurezza dei siti contaminati e l’avvio della reindustrializzazione del sito ex Medavox.

La Regione Abruzzo l’ha fissata il 23 maggio a Pescara: al tavolo dei lavori dovranno intervenire il Comune di Bussi con il sindaco Salvatore Lagatta, la Solvay e le parti sociali.

L’appuntamento riveste carattere rilevante, poiché segna il punto di svolta di una vicenda avviata nove anni fa e alla quale, prima con l’amministrazione di Marcello Chella e poi con quella di Salvatore Lagatta si sta cercando di dare una soluzione utile per far rinascere il sito produttivo.

Il documento che si dovrà sottoscrivere in primis affronta gli interventi da mettere in cantiere per rendere sicuro il sito industriale ex Medavox sul quale è previsto l'insediamento del nuovo imprenditore, la Filippi Farmaceutica, che promette di avviare produzioni nel campo chimico farmaceutico con l’impegno di circa 300 maestranze, reimpiegando i lavoratori oggi in cassa integrazione.

Le opere da affrontare riguardano la messa in sicurezza dell’area interessata, che non è una vera e propria bonifica complessiva, ma solo la predisposizione possibile del sottosuolo ad accogliere in sicurezza il nuovo insediamento.

Saranno rimossi gli impianti e i presidi tecnici necessari, per il resto l’area rimarrebbe coperta con pavimentazione cementata. Per questi lavori si è resa disponibile la Solvay, che metterà a disposizoine circa 6 milioni di euro. Per le aree esterne 2A e 2B si parla di vera bonifica poiché il materiale in situ non presenta un grado di contaminazione elevato, e dunque la bonifica sarebbe più semplicemente eseguibile asportando il terreno inquinato, e ripulendolo dalle sostanze estranee. Queste aree venivano utilizzate per accumulare scarti di lavorazione dei processi chimico-industriali, materiali con meno carico, contaminate rispetto a quelli invece ammucchiati e agglomerati nella discarica Tremonti. Lavoro, questo, per il quale si impiegherebbero i 38 milioni rimasti dei 50 assegnati al compianto commissario Adriano Goio e oggi amministrati dalla Regione.

«Spero che questa volta gli incartamenti risultino perfetti», afferma il sindaco Lagatta. «Ci stiamo lavorando da circa 2 mesi dopo l’ultima conferenza dei servizi di marzo al Ministero». Altro punto rilevante dell’accordo, il passaggio di proprietà dei siti al Comune che si farebbe carico di aree (quelle intere al sito industriale) che in parte rimarrebbero non bonificate e per le quali occorreranno futuri interventi. Su questo punto s’incontra la contrarietà delle associazioni ambientaliste per le quali non è pensabile di stendere un tappeto di cemento sopra i veleni che resteranno sepolti e sui quali si dovrà svolgere vita lavorativa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA