Slitta il processo a don Vito, si ricomincia dai testimoni

28 Novembre 2017

PESCARA . Rinviata l’udienza con rito abbreviato, condizionata all’audizione di tre testimoni e un consulente di parte, del processo che vede imputato don Vito Cantò, l’ex parroco della chiesa di San...

PESCARA . Rinviata l’udienza con rito abbreviato, condizionata all’audizione di tre testimoni e un consulente di parte, del processo che vede imputato don Vito Cantò, l’ex parroco della chiesa di San Camillo de Lellis, a Villa Raspa di Spoltore, accusato di abusi sessuale nei confronti di un ragazzo minorenne. Il rinvio si è reso necessario per il protrarsi, oltre i tempi previsti, di un’altra udienza e per i concomitanti impegni dei legali della difesa. Il presidente del tribunale collegiale di Pescara, Maria Michela Di Fine, ha fissato al 15 marzo la prossima udienza, nel corso della quale saranno ascoltati tre testimoni e un consulente di parte della difesa, la psicologa Marilisa Amorosi, e al 4 aprile la data della discussione. I fatti risalgono al 2013 quando, su segnalazioni di abusi di natura sessuale nei confronti di un ragazzo all’epoca minorenne, il vescovo di Pescara Valentinetti decise di sospendere don Vito, il quale lasciò la parrocchia e si dimise da educatore negli scout.
Nel 2014, iniziò il processo canonico e contestualmente i genitori del ragazzo decisero di rivolgersi anche alla magistratura ordinaria. Il processo canonico si chiuse con una condanna di divieto perpetuo dello svolgimento di attività parrocchiali con minorenni e con altre pene accessorie.
Nel frattempo, le indagini indussero il pm della Procura di Pescara, Salvatore Campochiaro, a chiedere il rinvio a giudizio nel 2016, ma l’avvocato del sacerdote, Giuliano Milia, si rivolse alla Cassazione, invocando il principio del ne bis in idem, sulla base del quale non si può essere giudicati due volte per uno stesso reato. La Cassazione definì però inammissibile il ricorso.