Slittano i lavori in corso Vittorio La nuova data: si parte il 24 luglio

16 Giugno 2023

Rinviato l’intervento programmato per il 19 giugno per evitare di interferire con l’avvio dei saldi Le associazioni dei commercianti non sono d’accordo: avevamo chiesto di cominciare il 21 agosto

PESCARA. I lavori per rifare la pavimentazione nel tratto di corso Vittorio Emanuele, tra corso Umberto e via Genova, slitteranno dal 19 giugno al 24 luglio. Nel frattempo, l’impresa procederà alla messa in sicurezza della strada coprendo le buche esistenti. È questa la decisione emersa ieri pomeriggio dall’amministrazione comunale, dopo un’altra riunione con le associazioni dei commercianti. L’obiettivo era quello di venire incontro alla richiesta dei negozianti di rinviare la partenza del cantiere per non compromettere l’avvio dei saldi il 6 luglio. Alla fine è venuta fuori una soluzione che non soddisfa le organizzazioni di categoria, le quali continuano ad insistere sul rinvio dei lavori al 21 agosto.
RIUNIONE IN COMUNE A distanza di 24 ore dal primo incontro che si è tenuto mercoledì in tarda mattinata, amministrazione comunale e associazioni dei commercianti sono tornate a riunirsi ieri per cercare un accordo sui lavori da fare in corso Vittorio. Presenti l’assessore al commercio Alfredo Cremonese, il consigliere Alessio Di Pasquale, il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, il presidente della commissione Lavori pubblici Massimo Pastore. Poi Luciano Di Lorito per la Cna, Riccardo Padovano, Vincenzina De Sanctis e Carlo Nicoletti per la Confcommercio, Barbara Lunelli per la Confartigianato. Presenti anche diversi commercianti di corso Vittorio.
LE PROPOSTE Assessori e consiglieri, dopo aver contattato l’impresa incaricata dei lavori, si sono presentati alla riunione con due nuove proposte. La prima prevedeva di avviare i lavori, come previsto, il 19 giugno per interromperli il 30 giugno e riprenderli il 21 agosto per andare avanti fino al 9 settembre, cioè prima della riapertura delle scuole. La seconda ipotesi, invece, era quella di cominciare direttamente il 24 luglio andando avanti fino al 9 settembre e con una settimana di sospensione durante Ferragosto. Nessuna delle due proposte è stata accettata dalle associazioni. Nonostante ciò, alla fine si è optato per questa seconda proposta.
I COMMERCIANTI Ma neanche questa soluzione è piaciuta alle associazioni di categoria, le quali subito dopo l’incontro hanno emanato un comunicato per ribadire la loro richiesta di cominciare i lavori il 21 agosto. La nota è firmata da Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. «In seguito ai colloqui intercorsi nei giorni 14 e 15 giugno tra l’amministrazione comunale, le organizzazioni del commercio e dell’artigianato provinciali Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti», si legge nel documento, «con la presente siamo a rappresentare unitariamente il nostro punto di vista come associazioni d’impresa. Crediamo che le istanze rappresentate da numerosi operatori di corso Vittorio, presenti al confronto, debbano essere tenute in debita considerazione, per essere assunte come punto irrinunciabile di partenza per qualsiasi decisione. Avviare pertanto il previsto cantiere prima della data del 21 agosto comporterebbe a nostro giudizio gravi danni, se non irreparabili, alle attività presenti sulla via e nell’intero centro cittadino, visto il peso che questa arteria riveste sul territorio urbano. Perché la chiusura coinciderebbe con il periodo dei saldi, che possono invece rappresentare per tutti loro un’importante boccata d’ossigeno dopo periodi di grande difficoltà». «D’altra parte», hanno aggiunto, «soluzione ancora peggiore sarebbe quella di avviare il cantiere, la cui durata è stata indicata tra le 4 e le 6 settimane, per poi sospenderlo, con tutte le prevedibili conseguenze del caso legate al caos, alla pulizia della via e dei marciapiedi. Oltretutto in un periodo che coincide con l’aumento delle presenze turistiche in città. Crediamo che invece la data del 21 agosto rappresenti un ragionevole punto di mediazione tra i diversi interessi in campo. In conclusione riteniamo che questa nostra posizione, e con noi quella degli esercenti, sia incompatibile con altre soluzioni.