Smaltimento rifiuti Piano d’Orta «Risultati delle analisi allarmanti»

Per il sindaco di Bolognano e il consigliere regionale Testa si rischia di contaminare le falde acquifere Il geologo nominato dal Comune: in eccesso piombo, rame e arsenico, altamente nocivi per la salute
BOLOGNANO. Parla di «grave allarme sanitario» e di «rischio di contaminazione anche delle falde acquifere» il capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, che ieri in conferenza stampa ha fatto il punto sullo smaltimento dei rifiuti in corso nell’area pubblica confinante con la ex Montecatini, nel territorio di Piano d’Orta. «Come temevamo», aggiunge Testa, «le attività di caratterizzazione e accertamento della qualità ambientale confermano che i materiali campionati risultano tutti interessati dai superamenti dei limiti di legge: si tratta di arsenico, cadmio, cobalto, piombo, rame e zinco ed evidenziano la presenza di ceneri di pirite, residui di produzione industriale». I risultati delle analisi sono stati inviati anche all’assessorato regionale alla sanità perché, afferma il sindaco di Bolognano, Guido Di Bartolomeo, «l'allarme è elevato e i casi di malattie gravi e di forme di allergie cutanee che continuano a colpire i cittadini di Piano d'Orta, devono essere subito attenzionati. Attiveremo ogni utile azione per dare nome e cognome al responsabile di questo ulteriore scempio a scapito del nostro territorio. Ritengo che a questo punto sia necessario estendere la perimetrazione del Sin inquinato».
Al momento, con i lavori iniziati il 16 marzo scorso, sono state rimosse 155 tonnellate a fronte delle 285 complessive del cumulo di rifiuti esistenti in quell’area.
Il tecnico geologo nominato dal Comune, Giovanni Ciccone, è entrato poi nel dettaglio degli interventi effettuati. «Le operazioni sulle aree in questione», ha detto, «sono state svolte dal Comune di Bolognano previa accordo con la Regione Abruzzo e, a seguito degli accertamenti ambientali, sono emersi superamenti dei parametri previsti dalla normativa», e ha specificato di quanto eccedono i limiti, in particolare il piombo, il rame e l’arsenico, elementi altamente inquinanti e nocivi per la salute pubblica «che possono provocare o aumentare l'incidenza del cancro; che hanno effetti nocivi sulla funzione sessuale e sulla fertilità degli uomini e delle donne; che presentano o possono presentare rischi immediati o differiti per uno o più comparti ambientali».
«I riscontri sono preoccupanti e non si può escludere», ha aggiunto il geologo, «la contaminazione anche delle falde acquifere. Per questo motivo l’amministrazione comunale ha già provveduto a comunicare al ministero per la Transizione ecologica la propria disponibilità ad eseguire ulteriori accertamenti in contraddittorio con l’Arta».
Dal canto suo, il consigliere regionale Testa fa sapere che, «nel tornare a evidenziare l’importanza delle operazioni fin qui svolte, siamo già al lavoro per il reperimento delle ulteriori risorse economiche, circa 120 mila euro, necessarie per il completamento di tutti gli interventi utili affinché possano compiersi nel più breve tempo possibile». Per il sindaco di Bolognano la situazione è molto più preoccupante di «quella da noi paventata: non avevamo alcun dubbio sull’elevato livello di inquinamento ambientale con conseguenti rischi per la salute pubblica dei residenti».

