Smart working fragili, ok fino al 31 marzo
Fissata anche la platea dettagliata di pazienti oncologici, immunocompressi e disabili. Tutti i dettagli
PESCARA. Prorogato fino al 31 marzo lo smart working per i lavoratori fragili. Con un emendamento, infatti, il Senato ha spostato di un mese la fine della misura – prima fissata al 28 febbraio – facendola coincidere con la scadenza dello stato di emergenza.
Nel frattempo, un decreto interministeriale di Salute, Lavoro e Pubblica amministrazione ha individuato le patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità, in presenza delle quali ricorre la condizione di fragilità, e per le quali sarà quindi da prevedere lo smart working o una diversa mansione da poter svolgere da remoto. Il decreto, nella sostanza, ridisegna la platea di lavoratori che lavoreranno da remoto fino alla fine dell’emergenza.
Il decreto ritiene fragile a prescindere dallo stato vaccinale chi è in dialisi, in attesa di trapianto o sotto trattamento medico per patologie oncologiche.
Rientrano tra i lavoratori fragili secondo il nuovo decreto anche coloro che hanno subìto un trapianto o soffrono di immunodeficienze primitive e secondarie a trattamento farmacologico.
Fragili sono considerati poi pure i lavoratori che presentano tre o più condizioni patologiche tra cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ictus, diabete mellito, epatite cronica, obesità, bronco-pneumopatia ostruttiva cronica.
Per quanto riguarda i lavoratori esentati della somministrazione del vaccino, come per esempio gli allergici gravi, per essere considerati fragili dovranno avere un’età che sia pari o superiore a 60 anni e presentare determinate condizioni di salute, come previsto dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute.
La modifica approvata in Senato fa anche un ulteriore passo in avanti e reintroduce un’ulteriore tutela per i lavoratori fragili: ovvero proroga fino al 31 marzo (con effetto retroattivo dal 1° gennaio di quest’anno) anche la possibilità per pazienti oncologici, immunodepressi e disabili adibiti a lavori che non possono essere svolti in smart working, di avere riconosciuta l’equiparazione dell’assenza dal lavoro al ricovero ospedaliero. Al momento questa possibilità era scaduta al 31 dicembre 2021.
Per assicurare questa proroga si rifinanzia lo stanziamento a carico dello Stato con 16,4 milioni di euro per coprire, fino ad esaurimento, gli oneri a carico dell’Inps. (u.c.)

