Smart working, nuove regole da oggi

I cambiamenti interesseranno accordi individuali, lavoratori fragili e genitori di under 14
L’AQUILA. Cambiano le condizioni per lo smart working. Da oggi entrano in vigore nuove regole per chi svolge il proprio lavoro in modalità agile nel settore privato.
La possibilità di svolgere le prestazioni di lavoro a casa, in smart working totale al 100%, è scaduta ieri, ma per chi è compatibile con le caratteristiche della prestazione “a distanza” rimangono aperte alcune possibilità. Infatti, la condizione di smart working, da questo mese, dovrà essere concordata con l’azienda, in condizione di modalità mista tra lavoro in presenza e da remoto.
Sono state, inoltre, prorogate fino al 31 agosto prossimo le modalità di comunicazione semplificate per lo smart working per tutti lavoratori del settore privato.
L’introduzione dello smart working in Italia è avvenuto in contemporanea con la pandemia. Una autentica rivoluzione anche in ambito sociale. La possibilità di lavorare in smart working, sia nel settore pubblico che privato, è stata fortemente caldeggiata dai dipendenti che hanno trovato maggiore difficoltà a conciliare la vita privata con quella lavorativa, soprattutto se con una famiglia numerosa.
Finora l’opzione smart working al 100% era riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato, con almeno un figlio under 14 e a patto che l’altro genitore non fosse beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa. In pratica il lavoro in smart working dipende dalla presenza o meno di un altro soggetto a tutela del minore in casa. Da oggi, 1° agosto, sarà l’accordo con l’azienda a garantire una percentuale di smart working più o meno alta, alternando il lavoro agile da casa al lavoro in presenza. Altri soggetti che possono mantenere lo smart working al 100% sono coloro che sono stati riconosciuti come maggiormente esposte al rischio di contagio in caso di età o condizioni di immunodepressione, operazioni, condizioni oncologiche. Farsi riconoscere questa condizione del proprio medico è essenziale per ottenere la prestazione lavorativa in modalità agile. Non è detto, però, che tale forma di diritto possa essere garantita anche in seguito alla scadenza del decreto riaperture. Da oggi, infatti, potrebbero cambiare tali condizioni, con la possibilità di ottenere lo smart warking al 100% solo su accordo diretto con l’azienda.
A marzo 2021, a un anno dal primo lockdown, l’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, ha stimato che siano stati 5,37 milioni gli smart worker italiani, di cui 1,95 milioni nelle grandi imprese, 830mila nelle piccone e medie imprese, 1,15 milioni nelle microimprese e 1,44 milioni nella pubblica amministrazione.

