Smog alle stelle nella città vuota Sforati i limiti per due giorni

Torna l’allarme polveri nonostante il traffico ridotto per le restrizioni imposte dall’emergenza virus La situazione peggiore a metà settimana. Valori oltre la norma anche a Montesilvano e Francavilla
PESCARA. Dopo quasi un mese di restrizioni, con scuole, uffici e negozi chiusi per far fronte all’emergenza coronavirus, la situazione dello smog in città non è affatto migliorata. Terminato un breve periodo di tregua, il problema della polveri sottili è tornato a riaffacciarsi prepotentemente. Nella settimana appena conclusa, per due giorni consecutivi, le centraline dell’Arta che monitorano la qualità dell’aria hanno segnalato superamenti del limite del Pm 2,5 fissato dalla legge per la salute.
Un paradosso, già peraltro emerso nelle settimane scorse, se si pensa che la città è da settimane semideserta e il traffico dei veicoli è ridotto ai minimi termini. Eppure le polveri ultrasottili non hanno arrestato la corsa. Gli esperti sono convinti che la causa sia da ricercarsi nelle emissioni delle caldaie domestiche, aumentate in questo periodo in cui si utilizzano di più i riscaldamenti perché i cittadini sono costretti a rimanere in casa 24 ore su 24.
Fatto sta che lo smog non si arresta. Al contrario di altre città del nord dove si è notato recentemente un netto calo rispetto ai mesi precedenti, quando non c’erano limitazioni alla circolazione dei veicoli. Un altro fattore che determina maggiori concentrazioni o meno delle polveri, fanno notare i tecnici dell’Arta, è il clima. Ovviamente, quando non ci sono vento o pioggia e l’aria ristagna, lo smog aumenta in maniera considerevole.
Ed è, probabilmente, quello che è accaduto a Pescara nella settimana appena conclusa. La centralina dell’Arta posizionata nella zona del teatro D’Annunzio, sulla riviera sud, ha registrato martedì scorso il primo valore allarmante delle polveri ultrasottili con dimensioni inferiori a 2,5 micron, in gergo tecnico Pm 2,5, considerate le più pericolose perché possono essere inalate e spingersi nella parte più profonda dell’apparato respiratorio. In quel giorno il Pm 2,5 ha toccato i 25 microgrammi per metro cubo, che è il valore limite annuale fissato dalla legge per la protezione della salute umana. La situazione è poi peggiorata nei giorni successivi. Mercoledì 8 aprile, le polveri ultrasottili sulla riviera sud hanno raggiunto i 26 microgrammi, superando quindi il limite di sicurezza e lo stesso valore è stato registrato anche giovedì 9, ultimo dato reso noto finora dall’Arta.
Simile l’andamento monitorato dalla centralina fissa posizionata in pieno centro, cioè in via Firenze. Sia mercoledì, che giovedì scorsi, il livello del Pm 2,5 è salito a 26 microgrammi per metro cubo, ossia lo stesso valore segnalato dalla stazione di monitoraggio della zona del teatro D’Annunzio.
In quei due giorni non è andata tanto meglio a Francavilla e Montesilvano. La centralina di Francavilla ha registrato mercoledì 26 microgrammi per poi scendere giovedì ad un punto sotto il limite. Mentre, a Montesilvano, mercoledì sono stati indicati 25 microgrammi e giovedì 24. (a.ben.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

