Soccorsi e ambulanze Scontro da 11 milioni

10 Luglio 2017

Croce Rossa e Misericordia contestano il bando della Asl e vanno al Tar Taucci: inserita una clausola che penalizza i volontari. La replica: accuse infondate

PESCARA. Nuovo scontro tra Asl di Pescara e Croce Rossa e Misericordia per un appalto da 11 milioni di euro in tre anni. Le associazioni hanno impugnato il bando della Asl per «i servizi di soccorso». Un maxi appalto diviso in 4 lotti: trasporti in emergenza in ambulanza con soccorritori (2 milioni di base d'asta annuale, 6 triennale); trasporti secondari ospedalieri con ambulanza con soccorritori (838 mila annuale, 2,5 milioni triennale); trasporti secondari extra ospedalieri (760 mila annuale, 2,2 milioni triennale); servizio posto medico avanzato (60 mila annuale, 180 mila triennale).
Non è la prima volta che Croce Rossa e Misericordia si appellano al Tar per contestare una decisione della Asl: all’inizio del 2017, Croce Rossa e Misericordia avevano contestato l’affidamento del servizio «trasporto infermi e feriti non gravi» per 6 mesi all’associazione Life Pescara. Il Tar, però, ha dato ragione alla Asl e alla Life Pescara.
Ora, si apre un nuovo fronte, ancora più importante, perché stavolta l’appalto si aggira intorno agli 11 milioni di contro ai 150 mila euro della precedente commessa contestata. Nel bando, la Asl ha inserito una clausola che è finita nel mirino di Croce Rossa e Misericordia e cioè la necessità del possesso della licenza Ncc (Noleggio con conducente) per svolgere il servizio. «Questa scelta», commenta Gianni Taucci, responsabile della Croce Rossa di Penne, «penalizza il mondo del volontariato perché noi non possiamo prendere la licenza Ncc. Adesso le ambulanze fanno servizio di trasporto sanitario senza licenza Ncc e se fino a oggi il sistema sanitario ha utilizzato a pieno il volontario ci chiediamo perché, adesso, si dica che non siamo più utilizzabili: non è scritto da nessuna parte che il trasporto infermi può essere fatto solo da chi ha la licenza Ncc», dice Taucci.
Secondo la Asl, le ragioni alla base del ricorso sono «palesemente infondate»: il direttore generale Armando Mancini ha affidato l’incarico della difesa della Asl all’avvocato Giulio Cerceo.
Ma per la Croce Rossa e per la Misericordia, presieduta da Berardino Fiorilli, «il ricorso ha motivazioni tecniche e anche morali»: «Le associazioni di volontariato», spiega Taucci, «sostengono la sanità rimettendoci denaro: operiamo in proroga da tanti anni a fronte di tariffe troppo vecchie e, giusto per dirne una, il costo del carburante è cambiato. Senza questo movimento economico, il volontariato sarebbe costretto a fermarsi e ne risentirebbe il territorio con l’assistenza alla popolazione. Perché ogni nostro guadagno è reinvestito: non siamo società per azioni».
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