Sognava in latino scherzava in dialetto

8 Giugno 2016

Gli amici ricordano così Alessandro Angelucci: «Alessandro aveva tanti amici e non è stato facile mettere insieme questi ricordi perché ognuno di noi avrebbe voluto scrivere qualcosa. Ognuno di noi...

Gli amici ricordano così Alessandro Angelucci: «Alessandro aveva tanti amici e non è stato facile mettere insieme questi ricordi perché ognuno di noi avrebbe voluto scrivere qualcosa. Ognuno di noi avrebbe voluto raccontare mille aneddoti, momenti buffi o felici, come quella volta che si svegliò in gita esclamando “Forum!”, salvo riaddormentarsi un istante dopo: stava sognando in latino, in fondo chi di noi non lo fa. O di quando recitava a memoria le scene di “Troy” doppiato in abruzzese. O quando è stato capace di mettere a soqquadro un pub in rovina di Budapest fingendosi Alan del film “Una Notte Da Leoni” e firmando autografi a tutti... Si potrebbe continuare a lungo ma non basterebbe tutto il giornale. Aveva mille difetti: ritardatario, impacciato, logorroico, testardo, buffo e tanti altri, ma riusciva a trasformarli in pregi con la sua disarmante spontaneità ed autoironia. Per alcuni di noi, Ale era il compagno di giochi, di serate riuniti attorno al tavolo per una sessione di ruolo o una partita ad un gioco di società. Per altri era l’amico delle folli notti in discoteca, passate a bere e scherzare con le ragazze. Per altri ancora, era il compagno ideale di viaggio, quello che di giorno ti portava al museo e la sera in giro a fare baldoria e che non si lamentava se doveva dormire in tenda invece che in un 5 stelle. Altri ancora lo conoscevano come il buongustaio, quello che non diceva mai di no a una cena tra amici. Altri lo ricordano come il letterato, il presidente del club, il compagno di studi... Per pochi era anche il confidente, quello a cui raccontavi tutto perché rimaneva tra voi. Per i più fortunati, Ale era tutte queste cose assieme. Ci mancherai».