Sognava la pensione per stare con la nipotina

14 Aprile 2015

Spoltore, oggi l’autopsia chiarirà la causa del decesso e la dinamica dell’incidente in cui ha perso la vita l’idraulico 61enne padre di due figli

SPOLTORE. Si farà questa mattina l’autopsia sul 61enne Rinaldo Di Lorito, idraulico e ciclista amatoriale di Spoltore morto domenica nel Teramano sulla statale 150 a Guardia Vomano, investito da una moto mentre con gli amici era diretto in bicicletta a San Gabriele. L’artigiano stava cercando di schivare un riccio morto quando è stato travolto e ucciso da una Honda di grossa cilindrata sopraggiunta alle sue spalle.

L’autopsia verrà eseguita all’ospedale di Teramo dall’anatomopatologo Gina Quaglione, incaricato dal sostituto procuratore Luca Sciarretta per accertare la precisa causa della morte, necessaria anche ai fini della ricostruzione dell'esatta dinamica dell’incidente. All’autopsia sarà presente il medico legale Domenico Angelucci, perito di parte della famiglia Di Lorito, che ha nominato anche un legale, l’avvocato Luigi Spina. È fondamentale accertare, se spostandosi verso il centro della carreggiata per evitare la carcassa, il ciclista sia caduto prima di essere investito o se sia finito per terra perché urtato e scaraventato sull’asfalto dalla Honda. Al termine dell’esame, la salma verrà riconsegnata alla famiglia e i funerali celebrati domani, alle 15,30, nella chiesa di San Panfilo. Amici e parenti si sono stretti intorno al dolore della moglie Anna, dei figli Fabio e Daniele, straziati per l’improvvisa perdita dello sfortunato Rinaldo, avvenuta per un crudele e beffardo destino proprio in un momento di grande serenità per il 61enne. L’artigiano stava bene, tanto da dedicarsi ogni domenica, quando il tempo lo consentiva, a lunghe pedalate lungo le strade abruzzesi. Era felice per l’imminente trasloco nella nuova casa, costruita da poco e ormai quasi del tutto completata, nell’immediata periferia del centro cittadino, tra le colline che si affacciano su Pescara.

«Eravamo stati pochi giorni prima di Pasqua, il giovedì santo, a una cena» racconta commosso l’amico Giuseppe Marcucci, presidente dell’associazione Bike 2000, che domenica faceva parte del gruppo diretto a San Gabriele, «e Rinaldo era contentissimo del trasloco ormai prossimo. Si sarebbe avvicinato alla sua nipotina, che amava alla follia. Era anche contento perché a settembre sarebbe andato in pensione, dopo una vita passata a lavorare». Ma per Rinaldo il destino aveva scritto un’altra storia. Al santuario di San Gabriele il gruppo ci andava 2-3 volte l’anno. Domenica alle 8 erano partiti in 10-15 da Cappelle, dalla rotonda al confine con Montesilvano. Arrivati nel territorio di Notaresco, sulla statale 150, i ciclisti davanti al gruppo hanno segnalato la presenza del riccio morto sulla strada.

Come avevano già fatto quelli avanti a lui, Rinaldo si è scansato, verso il centro della strada, per evitare la carcassa. A quel punto è stato travolto dalla moto, guidata da un 38enne di Giulianova, che stava sorpassando i ciclisti. Il 61enne potrebbe essere stato colpito dal pedalino poggiapiedi che si è staccato dalla Honda, provocandogli una profondissima ferita dietro l’orecchio e perdita di sangue dalla testa.

Il ciclista è morto prima dell’arrivo dell’ambulanza del 118 e dell’elicottero di soccorso che si è alzato in volo da Pescara.

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