Soldi e droga infilati nelle finestre Telecamera riprende gli scambi

L’obiettivo installato dai carabinieri in via Imele, davanti a casa di Dennis Di Lorito, filma i clienti in fila Immortalato anche il viavai degli spacciatori nei locali segreti con i carichi di eroina, cocaina e crack
PESCARA. La telecamera puntata sulla casa di Dennis Di Lorito, in via Imele 23, riprende sempre la stessa scena ma ogni volta con protagonisti diversi: nei video in possesso dei carabinieri del Norm si vede la mano dei clienti che infila i soldi tra le lastre di una porta finestra chiusa e, poi, un’altra mano che, da dentro, afferra le banconote e consegna le dosi di eroina, cocaina e crack. È un altro retroscena che emerge dall’inchiesta “Giorno e notte” che, mercoledì scorso, ha portato a 12 arresti: in carcere sono finiti i “signori” della droga di Rancitelli, gestori di tre piazze di spaccio in via Lago di Capestrano 104, in via Sacco 66 e in via Imele 23.
CLIENTI IN FILA Nessun contatto tra i clienti e gli spacciatori, per azzerare i rischi: soltanto dita che si sfiorano appena, è la versione ambientata in mezzo al degrado di Rancitelli del capolavoro dell’arte di Michelangelo Buonarroti, la “Creazione di Adamo” che si può ammirare alla Cappella sistina. Le carte dell’indagine, portata avanti dai carabinieri guidati dal comandante provinciale, il colonnello Riccardo Barbera, dicono che quando Di Lorito decide di mettersi in proprio per «fare concorrenza» a un altro spacciatore arrestato, Marcello Belisario di via Lago di Capestrano, la sua casa «in breve tempo» diventa «meta di numerosi tossicodipendenti di giorno e di notte per acquistare stupefacenti». E l’obiettivo piazzato dagli investigatori registra ogni movimento dei clienti in fila per acquistare le dosi: ci sono i tossicodipendenti con il volto segnato dal consumo di crack e ci sono i ragazzi con il cappellino alla moda e le felpe con il cappuccio, ci sono gli adulti che si nascondono dietro un paio di occhiali da sole, ci sono quelli con l’abito da ufficio che bussano alla persiana come se fosse un negozio.
«SOGGETTO DI SPICCO» Di Lorito, dice l’ordinanza del gip Francesco Marino, non è uno spacciatore come gli altri: è considerato «un soggetto di spicco nell’ambito della criminalità di Rancitelli» ed è coinvolto anche in un’inchiesta, all’Aquila, «per il grave delitto di associazione mafiosa». E il gip sottolinea: «Nel corso delle indagini è stata accertata anche la detenzione illecita, da parte di Di Lorito, di una pistola a tamburo calibro 45».
VERSO IL NASCONDIGLIO Non soltanto clienti, la telecamera riprende i movimenti Di Lorito e quelli della cognata Sharon Colangelo, anche lei arrestata, considerata «la collaboratrice più assidua anche ad occultare e trasportare lo stupefacente per e da un edificio attiguo all’abitazione utilizzata per le attività di spaccio». Nei filmati, i carabinieri notano «un costante andirivieni» di Di Lorito e Colangelo «dal portone di ingresso al civico 21 di via Imele». Secondo gli investigatori, è il nascondiglio delle «loro riserve di stupefacente da spacciare»: tra i tanti viaggi, si vede «Di Lorito entrare nel portoncino e uscirne con un involucro piuttosto grande, di colore bianco, nelle mani». L’ordinanza dice: «Gli ingressi e le uscite di Di Lorito e Colangelo hanno avuto una frequenza oraria elevatissima». Con la prova dei video, i carabinieri entrano in azione al civico 21: «Una volta fatto ingresso nel portoncino, veniva subito rinvenuto dello stupefacente all’interno di una nicchia dei contatori Enel, chiusa con ante in legno. Si ritiene che lo stupefacente, hashish e cocaina, fosse stato occultato la sera precedente e, vista la “piccola” quantità, non necessitava di essere occultato in maniera più profonda».
PACCHI NEL SOTTOTETTO Ma è nel sottotetto che si custodiscono i pacchi, al di là di «una porta chiusa con un lucchetto che però in quel momento risultava aperto». Questa la scoperta: «In un buco del muro, sotto a una trave di legno del tetto, venivano rinvenuti cinque involucri in plastica termosaldata contenenti ciascuno circa 60 grammi di cocaina». E i carabinieri annotano: «Dal momento del sequestro fino alle ore 18 circa, lo spaccio nell’abitazione di Di Lorito è stato sospeso fino a che lo stesso tornava con una busta in plastica dall’interno della quale estraeva degli involucri di colore bianco del tutto simili a quelli rinvenuti all’interno del sottotetto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

