Solimini va in pensione: resto al servizio della città

Il comandante lascia dopo 15 anni e strizza l’occhio alle prossime amministrative «Vorrei sentirmi ancora utile, magari nel 2021 può arrivare qualche opportunità»
FRANCAVILLA. «Francavilla oggi rimane una città sicura». Ne è convinto Antonio Solimini, comandante, ormai ex, della locale stazione dei carabinieri, andato in pensione nella giornata di giovedì dopo 15 anni al servizio della città. Arrivato sotto la gestione Parisi, dal 2008 ha preso le redini della caserma, che sotto il suo controllo ha visto la costruzione del nuovo edificio arrivato nel 2016. Per Solimini e i suoi uomini è stato un traguardo inseguito a lungo, che adesso consegna in eredità al successore Davide Di Sciullo.
Comandante Solimini, che Francavilla lascia dopo questi quindici anni?
Penso che la nostra città sia ancora un’oasi felice, specie se la confrontiamo con i centri limitrofi, Pescara soprattutto. Il problema non è tanto la criminalità locale, quanto quella d'importazione. Si tratta di un territorio di passaggio, che fa gola sia a chi arriva dai comuni vicini, sia a chi viene in trasferta, specie dal Sud. È in questo settore che bisogna concentrare gli sforzi.
Come giudica l'operato della caserma in questi 15 anni?
Posso dirmi soddisfatto di quanto la squadra sia riuscita a fare, perché è chiaro che serve coesione per ottenere il risultato. Almeno il 90 per cento dei casi è stato risolto. Poi sicuramente si poteva fare di più, si poteva fare meglio. A volte riceviamo critiche, come capitato prima che prendessimo la banda della ferrovia ad aprile. Qui la mole di lavoro è alta e bisogna farsene carico con le risorse a disposizione. A volte bisogna ragionare in base alle priorità, ma io credo che con pazienza e costanza i fatti ti danno ragione. E anche con la banda della ferrovia, dopo due settimane di lavoro siamo riusciti a prenderla.
Quanto è importante la collaborazione dei cittadini?
È fondamentale. Le persone devono avere fiducia nell'Arma e viceversa. Tante volte siamo riusciti a metterci sulle giuste tracce dopo una confidenza, che magari per chi la fa non ha alcuna importanza, mentre per noi può rappresentare la chiave. Io credo che anche per chi verrà dopo di me sarà importantissimo mantenere e coltivare questo rapporto.
Facendo un bilancio di questi 15 anni cosa le rimane?
Sicuramente le tante ore di lavoro, le nottate passate a vedere filmati e a rimettere insieme i tasselli di ogni puzzle. Abbiamo avuto la rapina alla banca Toscana nel 2011, tre omicidi, ultimo dei quali quello della ragazza moldava un anno fa; i vandali che hanno devastato le scuole cittadine oltre dieci anni fa. Tutti episodi che mi, e ci, hanno costretti agli straordinari, ma che alla fine hanno regalato anche soddisfazione professionale quando siamo riusciti a venirne a capo.
Tra le soddisfazioni, anche la nuova caserma.
Già. Abbiamo lottato tanti anni per averla e alla fine, nel 2016, ci siamo riusciti. Un luogo più confortevole e più moderno per poter lavorare, che adesso lascio volentieri ai miei ragazzi.
Al suo posto c’è adesso il comandante Di Sciullo.
La città è in buone mani. Abbiamo lavorato insieme per 9 anni, conosce la squadra e conosce il territorio. È stata fatta una scelta per dare continuità e io credo che sia stata quella giusta.
Cosa farà adesso l'ex comandate Solimini?
Vorrei sentirmi ancora utile per la città. Associazionismo, volontariato, non ho ancora ben pensato al futuro, ma credo di poter dare ancora il mio contributo. Tra l’altro nel 2021 c'è il rinnovo dell'amministrazione, magari può venir fuori qualche opportunità. Resto alla finestra, però prima lasciatemi godere qualche giorno di riposo.
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