Solleciti per la Tari 2020 «Bollettini mai ricevuti»

FRANCAVILLA. Decine di francavillesi in questi giorni hanno ricevuto solleciti di pagamento per la terza rata della Tari, l'imposta sui rifiuti, risalente al 2020. Come segnalato da molti di loro che...
FRANCAVILLA. Decine di francavillesi in questi giorni hanno ricevuto solleciti di pagamento per la terza rata della Tari, l'imposta sui rifiuti, risalente al 2020. Come segnalato da molti di loro che si sono recati negli uffici della Risco, la partecipata che cura il servizio di riscossione, il bollettino inerente la terza e ultima rata del 2020 non è mai arrivato nelle loro abitazioni, circostanza che avrebbe impedito ai contribuenti di avere contezza dell'importo dovuto. A distanza di tre anni, è arrivata anche la richiesta delle spese di notifica da sostenere, spese che si aggiungono all'importo dovuto. Spiega l’amministrazione: «La postalizzazione della terza rata venne affidata a un servizio di poste private e, sempre nel 2020, il Comune deliberò una variazione toponomastica nella zona Foro e Foro Morto», spiega l’assessore Domenico Iorio, che ha ereditato la situazione. «Vennero istituiti nel periodo emergenziale nuovi indirizzi tra cui via C. D’Avalos, via V. Colonna e via I. D’Aquino. La novità toponomastica unita alla non perfetta conoscenza del luogo da parte del postalizzatore privato hanno probabilmente creato difficoltà per il recapito delle bollette nella predetta area. Occorre però far presente», va avanti l’assessore comunale, «che nella successiva bollettazione Tari 2021, ricevuta tramite posta ordinaria, senza aggravio di ulteriori spese, la Risco aveva preventivamente informato il cittadino della propria posizione morosa riferita alla Tari 2020. Perciò i solleciti inviati recentemente sono certamente un atto dovuto». Dunque, chi ha ricevuto il sollecito ha a disposizione 60 giorni per poterlo pagare, comprensivo di spese di notifica. Allo stesso tempo però, nell'ottica di digitalizzazione, sul sito del Comune è da qualche giorno possibile richiedere l'invio tramite posta elettronica di moduli inerenti il pagamento di Tari o altri tributi, così da abbattere i costi di notifica.
Intanto, dalla Risco fanno sapere che a fronte di oltre 2 milioni di euro da riscuotere, ne sono già arrivati oltre 127mila nelle casse comunali. (a.d.s.)

