Solo 14 i commercianti iscritti al piano di aiuti del Comune

8 Aprile 2020

PESCARA. Sono solo 14 finora i commercianti e i produttori di beni alimentari che si sono iscritti al sito del Comune per partecipare al programma di aiuti alle famiglie istituito dall’ente tramite i...

PESCARA. Sono solo 14 finora i commercianti e i produttori di beni alimentari che si sono iscritti al sito del Comune per partecipare al programma di aiuti alle famiglie istituito dall’ente tramite i buoni spesa. «Ma ci sono dei rappresentanti della media distribuzione, interessati all’iniziativa, che si sono presentati oggi (ieri, ndr) in municipio per chiedere informazioni», ha rivelato l’assessore alle politiche sociali Adelchi Sulpizio. Tuttavia, rispetto al boom di domande registrato con i buoni spesa, il numero delle iscrizioni dei commercianti appare molto contenuto. Probabilmente, a frenare l’offerta sono i requisiti imposti dal Comune per rilanciare le attività abruzzesi, ossia uno sconto fisso sulla merce del 15 per cento e la vendita di almeno il 70 per cento di prodotti locali.
Critico, in proposito, il presidente della Confesercenti Raffaele Fava. «Gli esercenti», ha detto, «stanno dando il massimo, si stanno inventando servizi innovativi come la consegna a domicilio, stanno reggendo ritmi di lavoro fuori dal comune, sono al fianco delle famiglie in difficoltà e hanno avviato la spesa sospesa prima che il Comune la adottasse. Ma pretendere di applicare uno sconto fisso del 15% è stato un errore grossolano da parte del Comune. Sarebbe stata sufficiente una telefonata per capire che è tecnicamente quasi impossibile». «Il classico supermercato di quartiere, ha affermato, «è infatti quasi sempre un’azienda locale, spesso a conduzione familiare, affiliata ad un circuito nazionale. Per evidenti ragioni di marketing i prezzi al consumatore sono imposti proprio dai circuiti nazionali e i margini economici dei gestori locali sono estremamente bassi, molto al di sotto del 10%. Sono numeri conosciuti da tutti nel settore».
«Applicare uno sconto del 15%», ha aggiunto, «avrebbe significato lavorare in perdita. Solo i grandi centri commerciali, fra l’altro assenti dal territorio comunale di Pescara, o qualche negozio gourmet, sono in grado di reggere strutturalmente uno sconto così alto. Ecco perché la stragrande maggioranza degli esercizi commerciali del settore alimentare non ha potuto aderire, a malincuore, a questa campagna che purtroppo è stata impostata male».
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