Solo un contagiato su venti ricoverato in terapia intensiva

9 Aprile 2020

I nuovi dati fanno sperare ancora di più a un mese esatto dall’inizio dei divieti in regione Via ai tamponi anche a domicilio: a Pescara sono già 600. Numero unico per il soccorso

PESCARA. In Abruzzo solo un malato di Covid-19 su venti finisce in terapia intensiva. Dice questo l'analisi dei dati più recenti dell'emergenza coronavirus. L'attività finalizzata a scovare i positivi sul territorio sta dando i suoi frutti e i numeri degli ultimi giorni, a un mese dall'entrata in vigore delle prime misure restrittive, fanno ben sperare.
La curva del contagio sembra rimanere stabile: sessanta i nuovi casi, che portano il totale a 1.859.
I DATI. I 60 casi accertati dal laboratorio della Asl di Pescara, centro di riferimento regionale, anche attraverso l'Istituto Zooprofilattico di Teramo e l'università di Chieti, sono emersi dall'analisi di 978 tamponi. È dunque risultato positivo il 6,1% dei campioni, dato inferiore a quello di martedì (11,4%).
Sette i decessi più recenti, che fanno salire il totale delle vittime a 179: una 94enne e un 86enne di Pescara, un 69enne di Mozzagrogna, una 81enne di Vicoli, un 87enne di Montesilvano, un 92enne di Canzano e una 54enne di Miglianico.
LA CURVA DEL CONTAGIO. A un mese esatto dall'entrata in vigore delle misure per il distanziamento sociale, i numeri sui nuovi contagi fanno ben sperare. Era, infatti, l'8 marzo quando sono state introdotte le prime restrizioni a livello nazionale, cui sono seguite misure ancora più rigide, fino alla chiusura totale, con i diversi decreti del premier Conte. Immaginando la curva del contagio come una collina, l'Abruzzo, oggi, a detta degli esperti, si trova sul cosiddetto pianoro: dopo una fase di crescita costante, inizia una discesa lenta e graduale.
UNO SU 20. La notizia positiva che si registra ormai quotidianamente è il calo dei casi più gravi. «Questo», spiega il direttore dell'Unità di crisi Covid-19 istituita dalla Regione, Alberto Albani, «è dovuto principalmente a due fattori: da un lato diminuiscono genericamente i casi e, di conseguenza, anche quelli gravi; dall'altro c'è una maggiore sensibilità da parte dei cittadini che, alla comparsa dei primi sintomi, contattano subito i numeri dedicati». Dall'analisi dei dati, infatti, emerge che solo un paziente su venti finisce in terapia intensiva, dato molto più basso rispetto alle prime fasi dell'emergenza. Su 1.534 soggetti positivi attualmente in terapia, solo 62 sono in condizioni più critiche. Due pazienti su dieci sono comunque in ospedale, ma in terapia non intensiva. Si tratta di 331 persone, le cui condizioni non destano particolare preoccupazione. Più di sette pazienti su dieci, infine, manifestano solo i sintomi più lievi della patologia e sono a casa: 1.141 le persone in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl, modello terapeutico più diffuso in Abruzzo.
A CACCIA DI POSITIVI. Questo ha garantito l'alleggerimento della pressione negli ospedali, dopo che, nella fase iniziale dell'emergenza, le strutture - in particolare il presidio sanitario di Pescara - erano andate in tilt in più occasioni a causa dei numeri elevati. Una terapia precoce, è dimostrato, in molti casi evita che i pazienti manifestino i sintomi più severi del Covid-19. «Intervenire tempestivamente ai primi segnali», riprende Albani, «consente di evitare le forme più acute del Covid-19. L'andare a caccia di positivi va proprio in questa direzione».
Se quella contro il virus è una battaglia che si vince sul territorio e non solo negli ospedali, la diagnostica è l'arma principale. Con l'aumento della capacità di analizzare i tamponi, si va di fatto a scovare i positivi. La Asl di Pescara, ad esempio, negli ultimi dieci giorni ha eseguito oltre 600 tamponi a domicilio, non solo nell'area vestina, inserita in zona rossa, ma anche sul resto del territorio. Si tratta di tamponi che l'azienda sanitaria ha considerato urgenti: pazienti con patologie pregresse, contatti di soggetti risultati positivi e persone con sintomi specifici, prestando attenzione a determinate categorie, come, ad esempio, donne incinte o bambini. Al lavoro cinque team della Asl, ognuno dei quali composto da un medico legale e da un tecnico della prevenzione. Sette di queste dieci persone, sottolinea l'azienda sanitaria ricordando come gli operatori siano esposti a grandi rischi, sono donne.
UNUMERO UNICO. La Regione ha attivato il numero verde dedicato all'emergenza coronavirus: 800 59 54 59. I cittadini che hanno sintomi o che vogliono richiedere informazioni possono contattare, oltre ai recapiti delle diverse Asl, anche il nuovo numero unico regionale. Gli operatori, dalla sede di Pescara, daranno tutte le indicazioni necessarie. Allo stesso numero, in base ad un'ordinanza del governatore Marco Marsilio, coloro che hanno fatto ingresso in Abruzzo a partire da ieri, devono comunicare il proprio arrivo. La Regione, infine, è al lavoro su un provvedimento che riguarda strutture in cui la situazione è più delicata, come carceri e case di riposo. Oltre a prevedere controlli mirati e costanti, saranno introdotti paletti rigidi per quanto riguarda gli accessi, al fine di evitare che si creino nuovi focolai.
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