Solvay, i sindacati chiedono certezze

25 Luglio 2015

BUSSI SUL TIRINO. Dopo la rinuncia del gruppo Caffaro di Donato Antonio Todisco a costituire una joint venture con la Filippi Farmaceutica per la formazione di una nuova azienda solida e con un...

BUSSI SUL TIRINO. Dopo la rinuncia del gruppo Caffaro di Donato Antonio Todisco a costituire una joint venture con la Filippi Farmaceutica per la formazione di una nuova azienda solida e con un credibile e realizzabile piano industriale, l’unica proposta valida, accettata e approvata dal consiglio comunale con il solo voto favorevole della maggioranza, resta quella Filippi che prevede non solo il rilievo della attuale attività della Solvay nel campo della produzione dei cloro soda, ma anche un ampliamento della produzione su diversi settori compresa la farmaceutica.

Sul piano dell’occupazione sono previste 200/300 unità lavorative a crescere, a seconda degli andamenti del mercato, che in questo campo possono lievitare. I primi cento lavoratori da impiegare sono i 70 attualmente in forza alla Solvay e altri 30 indiretti nell’indotto produttivo. Altri che potrebbero essere chiamati dipenderanno dai moduli di espansione che il progetto Filippi prevede, con quantitativi aggiuntivi di produzione e maestranze.

Il tutto si potrà avviare dopo che il Comune entrerà in possesso delle aree del sito industriale con tutte le prescrizioni, precauzioni e garanzie richieste di avvenuta bonifica da parte del ministero dell’Ambiente.

Secondo il sindaco Salvatore Lagatta questo iter dovrebbe concludersi entro qualche settimana. Ma le organizzazioni sindacali esprimono molti rilievi e preoccupazioni per la sorte dei lavoratori. «In particolare», scrivono in una nota i rappresentanti di Filctem Cgil Domenico Ronca, Femca Cisl Massimo Razzaia e Giovanni Cordesco Uiltec Uil, «sulle intenzioni di Solvay di tener fede agli impegni e sentirsi responsabile fino a quando non si concretizzino le alternative in discussione (più volte dichiarate alle parti sociali in incontri ufficiali) o di essere pronta ad abbandonare quanto prima il sito di Bussi (come comunicato all’amministrazione comunale di Bussi e riportato dal sindaco Lagatta in documenti ufficiali e in diverse dichiarazioni pubbliche) si è generata una confusione che crea un disagio sociale pesante. Per allontanare ogni dubbio, vorremmo che si faccia piena chiarezza, anche perché nell’assemblea in fabbrica il 22 luglio, i lavoratori hanno manifestato una condizione di disagio e di incertezza che la Solvay ha il dovere di non alimentare» . Per questi motivi i sindacati hanno chiesto un incontro urgente con Solvay e una riconvocazione del tavolo di lavoro con tutti gli attori interessati, da parte del vice presidente regionale Giovanni Lolli.(w.te.)

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