Solvay, senza bonifica nessuna certezza
Sono rimasti solo in 70 a lavorare alla Solvay di Bussi e sempre in condizioni di precarietà poiché non ci sono assicurazioni che il lavoro ci sarà ancora, almeno fino a quando non sarà avviata la...
Sono rimasti solo in 70 a lavorare alla Solvay di Bussi e sempre in condizioni di precarietà poiché non ci sono assicurazioni che il lavoro ci sarà ancora, almeno fino a quando non sarà avviata la reindustrializzazione del sito. All’orizzonte c’è un nuovo investitore che ha chiesto di entrare nel sito della Solvay dopo la bonifica della discarica dei veleni, la Filippi Farmaceutica che prometterebbe circa 300 posti di lavoro compreso le maestranze dell’indotto. Il sogno però rischia di svanire se non si riuscirà, nel breve periodo, a definire un accordo che faccia ripartire il sito. La questione è di stretta attualità e investe la responsabilità del governo, Regione Abruzzo, Comune di Bussi e parti sociali. (w.te.)

