Sono 5 i nuovi casi e c’è un morto

Tre positivi sono della provincia dell’Aquila, uno in quelle di Teramo e Pescara
PESCARA. Sono cinque i nuovi casi positivi al Covid-19 registrati in Abruzzo nelle ultime 24 ore. E purtroppo c’è anche un decesso. I pazienti contagiati sono 3 in provincia dell'Aquila, uno Pescara e uno a Teramo. Purtroppo non si ferma il numero dei contagi nella regione, con il virus che continua a circolare.
Sale così a 3.328 il numero dei positivi in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza e si aggiorna purtroppo anche il dato dei decessi, che tocca quota 465. Allo stato attuale sono 22 i pazienti ricoverati ma nessuno di loro è in terapia intensiva, 128 in isolamento domiciliare. I dimessi/guariti sono 2713, tuttavia sono ancora 150 le persone positive al virus in questo momento. Sono stati effettuati complessivamente 115119 test.
Dagli ultimi dati è l’Aquilano la provincia più colpita dai nuovi contagi, essendosi registrati tre dei cinque casi resi noti ieri. Uno dei casi è riconducibile alla famiglia dell’operaio moldavo all’Aquila. E nella Marsica, dopo dieci giorni senza contagi è riemerso il Covid-19. È risultato positivo, infatti, un uomo di rientro dall’Egitto insieme a moglie e figli. Al momento le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni e l’uomo si trova a casa in sorveglianza attiva da parte dell’Asl, che nel frattempo sta ricostruendo tutta la rete dei contatti. Dopo aver manifestato i primi sintomi, riconducibili al coronavirus, in via precauzionale la persona era stata messa in quarantena e poi sottoposta al tampone naso-faringeo. L’esito positivo al test ha fatto scattare l’isolamento anche per gli altri membri della famiglia per i quali ora c’è attesa circa gli esiti del tampone. Il sindaco Settimio Santilli segue da vicino l’evolversi della situazione, in contatto con l’autorità sanitaria locale.
L’ultimo contagio nella Marsica, registrato a Venere di Pescina, risale a dieci giorni fa. Solo una settimana prima, ad Aielli, un’intera struttura alberghiera (annunciata la regolare riapertura) era stata sottoposta a chiusura preventiva e 44 persone messe in quarantena obbligatoria dopo che un operaio peruviano, residente a Firenze e dipendente di una ditta che stava eseguendo lavori nella Marsica, era risultato positivo. (a.s.)
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