«Sono arrivata in Italia da sola: ora ho i miei locali»

16 Dicembre 2015

PESCARA. «Mi chiamo Adriana Anastase e la mia storia comincia circa 13 anni fa. Il dicembre del 2002 non me lo scorderò mai, quando con le lacrime negli occhi, mio padre mi accompagnò a prendere l’aut...

PESCARA. «Mi chiamo Adriana Anastase e la mia storia comincia circa 13 anni fa. Il dicembre del 2002 non me lo scorderò mai, quando con le lacrime negli occhi, mio padre mi accompagnò a prendere l’autobus verso un viaggio da dove non sarei tornata prima di cinque anni. Era la prima volta che vedevo mio padre piangere nella mia vita, un’immagine molto profonda e toccante per una figlia della mia età, 18enne all’epoca.

Dopo 3 giorni di sacrificio su un autobus scomodo e noioso sono arrivata in Italia e la mia prima avventura su questa terra iniziò quando l’autobus mi lasciò a Milano e dovevo prendere il treno per Torino senza conoscere la lingua e nemmeno un persona. Fu allora che cominciai a ripetermi un detto molto importante che si è dimostrato molto utile nel corso degli anni e cioè: Prendi in mano la tua vita e fanne un capolavoro. Dopo sei anni vissuti a Torino con uno stipendio e un lavoro retribuito, ho deciso di traslocare a Pescara dove, con il passare del tempo, ho acquisito tante esperienze lavorative e ho potuto scegliere quella che a me è piaciuta di più, il mondo della produzione alimentare. Ho lavorato per 4 anni e mezzo in una pizzeria dove sono passata da apprendista pizzaiola a pizzaiola, facendo enormi sacrifici. Lavoravo 14-16 ore al giorno in un’attività che non era mia e che una volta date le dimissioni è durata ben poco andando in fallimento.

Stanca e stufa di essere sopraffatta dal mondo del lavoro duro e maschilista, insieme al mio compagno ho deciso di aprire un buchetto tutto mio dove sarei stata al riparo delle proposte indecenti che certi uomini poco intelligenti mi rivolgevano per il semplice fatto di essere una donna.

Dopo aver fatto tanti tentativi per avere un piccolo credito bancario (mi richiedevano sempre garanzie del mio compagno), sono venuta a conoscenza del bando per il micro credito proposto dalla Regione e mi sono messa con tutta me stessa, e tanta buona volontà per ottenerlo, pensando a quello che avrei potuto realizzare se mi fosse stato concesso e sopratutto come avrebbe cambiato la mia vita e di tutti quelli che mi stanno vicino. Quando la mia domanda è stata accolta ho cominciato a ballare di gioia e di felicità. La mia vita è cambiata in tutti i sensi e anch’io sono cambiata: ho più fiducia in me stessa perché nonostante tutte le difficoltà ho sempre avuto il coraggio di mettermi in gioco! Tra qualche giorno apro una nuova attività di pizzeria-focacceria al taglio e al piatto d’asporto in corso Vittorio Emanuele 338 a Pescara centrale, a pochi passi dalla stazione centrale degli autobus di linea e si chiamerà Ok pizza. Quello che vi posso assicurare è che, anche se sto per diventare una piccola imprenditrice, ogni volta che arriva qualche fornitore mi chiede sempre di parlare con il titolare, strizzandomi un occhiolino. Oppure, ancora peggio, se il mio compagno si trova nel locale al momento, le persone di genere maschile mi girano le spalle rivolgendosi a lui ed ignorando. So che la mia battaglia non è finita qui, anzi forse deve ancora cominciare, ma per fortuna, adesso per quello che riguarda la mia vita posso tranquillamente dire che dopo un lungo tempo camminando sotto cieli grigi e tempeste, finalmente si sta intravedendo un bel raggio di sole!».

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