«Sono dei bancomat stradali» E la protesta ora si allarga
Carlo Costantini, candidato sindaco del centrosinistra, li chiama «semafori trappola»; anche Domenico Pettinari, candidato sindaco civico, parla di «telecamere trappola»; per il M5S sono «bancomat...
Carlo Costantini, candidato sindaco del centrosinistra, li chiama «semafori trappola»; anche Domenico Pettinari, candidato sindaco civico, parla di «telecamere trappola»; per il M5S sono «bancomat stradali»; il Pd parla di «operazione pensata esclusivamente per fare cassa». È vasto il fronte dei contrari ai T-red, il sistema che controlla gli incroci con i semafori attraverso una rete di telecamere. Sono oltre 50mila le multe scattate ai semafori pescaresi: il sistema punisce il passaggio con il rosso e anche il cambio di corsia e il superamento delle linee segnaletiche sull’asfalto. Una strage al centro delle proteste politiche. E l’annuncio del sindaco Carlo Masci di Forza Italia, a meno di tre mesi dalle elezioni comunali, sulla possibilità di spegnere le telecamere ha gettato altra benzina sul fuoco. «L’obiettivo dell’amministrazione comunale di Pescara è di tutelare gli utenti della strada, garantendone la sicurezza. Questo obiettivo è stato perseguito anche attraverso i semafori con le telecamere che hanno ridotto il numero degli incidenti», afferma il consigliere comunale della Lega, Armando Foschi, presidente della commissione Mobilità sulla linea dell’annuncio di Masci. E Foschi attacca Costantini: «Non riflette sul fatto che alla base di queste scelte ci sono delle premesse, legate esclusivamente alla sicurezza e alla necessità di tutelare gli automobilisti, i pedoni e gli altri utenti della strada».

