«Sono io, con la mia faccia e la mia chitarra»

Paola Turci al Pride Village di Padova presenta l’ultimo lavoro, 30 anni di successi e la pace fatta con se stessa
PADOVA. Paola Turci protagonista, domani sera, al Pride Village in Fiera a Padova. La cantautrice presenterà i brani più celebri dei suoi trent’anni di carriera, rivisitati in chiave acustico-elettronica nel disco “Io sono”.
Paola Turci, quando ha cominciato a registrare le nuove versioni dei suoi brani storici per “Io sono”, ha avuto paura - così ha dichiarato - di non riuscire ad interpretarli nel modo giusto. Come mai?
«All’idea di dover incidere brani che ho cantato milioni di volte, come “Bambini” e “Volo così”, temevo che avrei potuto farlo in modo meccanico in studio, perché dal vivo questo problema non l’ho mai sentito. Invece, quando mi sono messa davanti al microfono per cantare “Bambini”, ho provato proprio una sensazione bellissima di incontro con questo brano a uno stato alto e altro».
È vero che la versione originale di “Bambini”, lei l’ha registrata in un bagno?
«Ci sono anche testimonianze fotografiche di quella registrazione in bagno, in cui cantavo vicino al lavandino e dietro di me c’era la tazza. Parliamo del 1989, eravamo nel piccolo studio del produttore, per fare le voci ho pensato di mettermi in bagno, perché è una stanza con un riverbero naturale, non avendo troppi mobili. Io ci sono cresciuta, cantando con la chitarra in bagno».
“Io sono” è caratterizzato dal connubio tra suoni acustici ed elettronici. Come è nata questa scelta?
«Ho coniugato due mie passioni, la dimensione acustica con cui sono cresciuta e quella elettronica. Il faro che ha indicato la via a tutti quelli, come me, che suonano la chitarra acustica, è stato ”Blue” di Joni Mitchell. Però mi hanno ispirati anche dischi acustici recenti come quello di Eddie Vedder. Poi, l’aspetto elettronico ha reso ipnotica tutta la scena delle canzoni. Con Federico Dragon, coproduttore del disco, siamo riusciti, divertendoci, a creare una fusione molto delicata tra l’acustico e l’elettronico. Potrebbe essere questa la strada del prossimo disco ma poi saranno le nuove canzoni che ci porteranno a fare una scelta piuttosto che un’altra».
“Io sono” e la sua autobiografia “Mi amerò lo stesso” sembrano un viaggio intrapreso per superare le sue fragilità.
«È stato un bel lavoro su me stessa, partendo dall’autobiografia che poi mi ha portato a “Io sono”. Lavorare sulle mie fragilità, affrontarle e mostrarle è stato un cammino non facile, ma necessario e molto bello».
L’autobiografia sembra sia stata dettata dall’urgenza di comunicare anche aspetti molto intimi di se stessa.
«C’era un’urgenza, il bisogno di comunicare, come capita con le canzoni. C’era il bisogno che la mia anima si alleggerisse, che si perdonasse, che accettasse gli errori commessi, che accettasse una cicatrice e che gli altri la potessero vedere».
Lei si esibirà a Padova a pochi giorni dal tornado che si è abbattuto sulla Riviera del Brenta.
«È dolorosissimo sapere che si perde una vita per un tornado, che tanta gente sia rimasta ferita e senza casa. Poi quando vengono toccate anche delle testimonianze storico-artistiche importanti dispiace sempre. Spero che tutta l’Italia possa essere d’aiuto».
Cosa significa per lei esibirsi al Pride Village?
« Ho chiuso il Pride di Bologna e ora arriverò a Padova. Sono orgogliosa di far parte di questa grande comunità che poi non è una comunità. Sono cresciuta in mezzo a persone gay, lesbiche, etero e questo non ha mai fatto la differenza. Penso che sia bellissimo amare e sia fortunato chi riesce ad amare liberamente».
I cancelli aprono alle 20. Ingresso: 10 euro dalle 20 alle 23.30, 5 euro dopo. Informazioni: suggerimenti@padovapridevillage.it e www.padovapridevillage.it.

