«Sono qui i miei ricordi della guerra»

10 Agosto 2017

Arbore riceve l’onorificenza e racconta aneddoti della sua vita: per me è un dono essere cittadino di Francavilla “Ammare”

FRANCAVILLA AL MARE. «Con questa cittadinanza onoraria, il dono l'avete fatto voi a me. Non viceversa. Qualche anno fa, conducevo un programma dal titolo “Indietro tutta, la vita è tutto quiz» e voglio sottoporvi un quiz: sapete per quale motivo sono particolarmente lieto di ricevere questo riconoscimento? Perché non è un premio alla memoria». Con queste parole, ieri mattina, Renzo Arbore ha chiuso, tra le risate generali, il Consiglio comunale straordinario convocato proprio per conferire la cittadinanza onoraria di Francavilla al popolare showman nato a Foggia nel 1937. Onorificenza chiesta e ottenuta dall’associazione BluBar, che da 14 anni organizza l'omonimo festival, inaugurato ieri sera dallo stesso Arbore con il concerto della sua Orchestra Italiana.
Pubblico delle grandi occasioni per l'assemblea civica francavillese, compresi gli amici dell'artista pugliese, come il giornalista e critico musicale Dario Salvatori e Germano D'Aurelio, in arte 'Nduccio. Arbore ha ricordato, nel corso della cerimonia, come sia forte il legame con la città adriatica: «Non sapevo di dover fare un discorso per ricevere la cittadinanza, una bellissima occasione», ha detto, «per questa ragione mi è venuta in mente una frase di Papa Luciani, il mio Papa, che mi colpì tantissimo: “Io ieri sera non avrei mai pensato che oggi sarei stato Papa”. Memore di queste parole, vi dico che non avrei mai immaginato, quando ero bambino, e trascorrevo il mio tempo in questi luoghi, di ricevere un giorno la cittadinanza onoraria. Per me era il posto della villeggiatura, della spiaggia e delle telline. Poi noi la chiamavamo Francavilla Ammare e quando leggo Francavilla al Mare, per me è sbagliato». Arbore sciorina alcuni ricordi personali e della sua numerosa famiglia che lo legano a Francavilla: «Sono un vecchio italiano e una delle prima immagini che ho di quando ero bambino è quella di questa città, nella piazza dove c’è ora il monumento ai Caduti. Ascoltai l'annuncio della proclamazione dell'armistizio della seconda guerra mondiale. Ero tra le braccia di mia madre. Poi, nel corso degli anni, sono ritornato un paio di volte, in incognito, per rivedere come si fossero trasformati questi luoghi della mia infanzia».
Ad Arbore, il sindaco Antonio Luciani ha consegnato una pergamena con la cittadinanza e una ceramica che raffigura un vecchio stabilimento balneare recante la scritta “C'era una volta...”. «Dedico questo premio ai miei genitori, Giulio e Giuseppina», dice il cantautore, dj, conduttore radiofonico, clarinettista, attore, sceneggiatore, regista e grande personaggio televisivo italiano nel ricevere i riconoscimenti.
Al Consiglio comunale, come annunciato, non ha partecipato il capogruppo del M5s, Livio Sarchese, per il diniego alla sua richiesta di cittadinanza onoraria anche al magistrato Nino Di Matteo. Onorificenza negata anche alla Gelateria Cicco, nonostante la richiesta dei consiglieri Alessandro Mantini e Daniele D'Amario.
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