Sopra panchine o muretti: città invasa dai senzatetto

Dormono o chiedono l’elemosina sulla strada parco o negli angoli del centro Le vie si trasformano in camere da letto o cucine anche in pieno giorno
PESCARA. Dormono in pieno giorno, incuranti dei passanti, dovunque ci sia un posto libero: un muretto, una panchina, stesi sui marciapiedi, tra suppellettili abbandonate.
Poggiano la testa sul legno oppure sulle carabattole che si trascinano dietro con i carrellini debordanti di oggetti, talvolta inutili ma necessari per rimanere attaccati ai ricordi.
Buste e sacchetti stracolme di pezzi della loro vita, che poi, all’occorrenza, diventano cuscini per poggiare la testa. Forse non dormono perché hanno davvero sonno, i senza fissa dimora che si contendono gli angoli della città, dalla strada parco a corso Umberto e via Firenze. Negli ultimi tempi è tra queste vie che si rivedono. Forse dormono perché non sanno cosa altro fare, un altro modo per passare il tempo. Ma si assopiscono profondamente. Addirittura si tolgono le scarpe e le ripongono sotto la panchina come se fosse un letto, così usa fare la clochard che sosta da giorni su una panca all’angolo con via Mameli. Poi, quando si sveglia, fa uno spuntino con la frutta e nel frattempo piazza un cappello rovesciato sull’asfalto per raccogliere qualche spicciolo. Tra corso Umberto e via Firenze, un senzatetto si riposa accanto al suo cane. Questa volta è l’animale a dormire sonni profondi mentre il padrone veglia su di lui, il suo migliore amico, e chiede l’obolo ai passanti. Rovista nella borsa alla ricerca di chissà cosa, si guarda intorno, quasi spaesato. Urla qualcosa ai passanti, l’accento è straniero. Storie diverse di uomini e donne. Che sulla strada diventano uguali alle altre perché l’unico obiettivo è sopravvivere. Fino a domani. (c.co.)

